“Non Dalla Guerra”, i giovani alzano la voce

Domenica 17 gennaio, Giornata Mondiale del Rifugiato e del Profugo: a Vicenza una “migrazione” a tappe per la cittá

«Siamo giovani e non eravamo pronti ad accogliere situazioni così estreme, così prive di senso e logica, una realtà che supera qualsiasi previsione: famiglie che da cinque anni vivono in tende, senza sapere se e cosa mangeranno, prive di qualsiasi speranza». Rifugiati, profughi, migranti. Li abbiamo chiamati in modi differenti, li abbiamo visti al telegiornale e nelle notizie. Le piú alte istituzioni hanno discusso, hanno proposto soluzioni. Momentanee. Le Nazioni Unite, le istituzioni dell’Unione Europea. Abbiamo ascoltato discorsi che ci hanno portato solamente piú lontani da ciò che sta accadendo in molti, moltissimi, luoghi della Terra. Ma c’è anche chi si è voluto avvicinare davvero.

Alcuni ragazzi hanno voluto sentire il disagio, la sofferenza, l’inadeguatezza e la speranza che scema ogni giorno. Tutto è iniziato in Giordania, con le migliaia di profughi siriani e iracheni. Poi il ritorno a casa e l’inizio di progetti per la scolarizzazione di quelle zone di guerra. Poi, la partenza di altri giovani e l’effetto domino che inizia il suo corso. «Dopo qualche giorno passato ad ascoltare queste storie avevamo una forte paura di abituarci, ormai sapevamo che tutte le persone che avremmo incontrato ci avrebbero raccontato storie drammatiche, le nostre orecchie erano assuefatte da tanto dolore, da tanta miseria. L’indignazione, la rabbia e la forte consapevolezza che la guerra non è giusta o sbagliata è semplicemente priva di senso, ci ha portati a dire Non Dalla Guerra». Tommaso Carrieri, ventenne e vicentino, fa parte del gruppo “Non dalla Guerra” (nato dopo le esperienze vissute a contatto con i profughi) che ha organizzato un evento per domenica 17 gennaio a Vicenza in onore della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato annunciata da Papa Francesco: «I migranti sono nostri fratelli e sorelle che cercano una vita migliore lontano dalla povertà, dalla fame, dallo sfruttamento e dall’ingiusta distribuzione delle risorse del pianeta, che equamente dovrebbero essere divise tra tutti».

Non voltare la testa dall’altra parte, é questo che molti giovani oggi cercano di fare. É facile cadere nella retorica del moralmente giusto, ma é importante alzare la voce e continuare a sostenere che quello che succede riguarda tutti noi. E’ importante fare uno sforzo, dando forma e contenuto alle nostre azioni. Tommaso é parte del gruppo di ragazzi che dará vita alla giornata di domenica, un momento interattivo e aperto a tutti i cittadini. L’appuntamento é alle 10 alla stazione ferroviaria di Vicenza dove seguiranno registrazione e partenza. Sará un percorso, un evento in movimento, perché é pur sempre di quello che stiamo parlando: un corteo a quattro tappe che comprende Campo Marzo con gli alberi parlanti, il Teatro Astra con una performance sensoriale per cercare di ricreare le sensazioni di chi si trova costretto a lasciare la propria casa e incontra un ambiente ostile e inadeguato; si prosegue in Piazza Matteotti con la performance Nei Panni dell’Altro dell’artista Alberto Salvetti. Una barca umana navigherà tra Palazzo Chiericati e il Teatro Olimpico. La giornata si chiuderà nella Sala Verde San Pietro con una riflessione e un piccolo momento conviviale. Per partecipare all’evento, data la necessità di utilizzare i dispositivi –cento in totale – é necessario prenotarsi al seguente link.

«La libertà comincia quando comincia la libertà dell’altro», ricorda Tommaso. Spesso siamo portati a pensare che, invece, la libertà finisca proprio laddove inizi quella dell’altro. Grazie a tutti i giovani che con il loro impegno rendono sempre piú difficile la definizione di bamboccioni. Continuiamo a parlare, sempre piú forte.