Campus Tav, Sel Vicenza: inutile spreco territorio

Riceviamo e pubblichiamo una nota della consigliera comunale vicentina di Lista Civica e Sel, Valentina Dovigo, sul tema del Campus Tav.

Il Campus Tav non deve diventare l’ennesima occasione per occupare terreno agricolo o non edificato, perché il Campus Tav altro non è che la necessità di reperire alloggi per circa 600 fra operai, impiegati e direttori che lavoreranno per la realizzazione di una parte della tratta ferroviaria più alcuni stabili per la logistica ed altre attività ad essa collegate. Siamo in una città in cui gli appartamenti vuoti arrivano già a più di 8.000 ed analogamente sono molti i capannoni inutilizzati presenti in zona industriale; è mai possibile che non si possa trovare un modo per impegnare questi locali, anziché ricorrere alla realizzazione di nuove aree edificate, che sia in Carpaneda che a Vicenza Est andrebbero a calarsi su suolo attualmente agricolo?

Anche i proprietari degli alloggi vuoti avrebbero tutto l’interesse a rendere disponibili i loro locali per chi arriverà a Vicenza a lavorare. E’ mai possibile che non si possa confezionare una proposta politica che tenga insieme le varie esigenze, degli spazi per organizzare le attività, degli alloggi per i lavoratori, dei proprietari disponibili ad affittare e della salvaguardia di spazi verdi di pregio, utili al benessere collettivo? Altrimenti vuol dire proprio che il Campus Tav è solo un pretesto, un’attività pioniera (avete presente le piante pioniere ed il loro ruolo?) per iniziare a “colonizzare” una fetta di città che alla fine del progetto Tav sarà impossibile far ritornare allo stato attuale, una trasformazione irreversibile di cui non c’è assolutamente bisogno. E per di più per una parte di tratta fuori Vicenza, perché di quello che accadrà a Vicenza di certo non sappiamo ancora nulla. Se il buon giorno si vede dal mattino, questa Tav inizia nel peggiore dei modi.

Valentina Dovigo

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