Sonno come l’alcol: niente patente

Niente patente per chi soffre di malattie del sonno. Il giro di vite è previsto da una direttiva europea ufficialmente recepita ieri dall’Italia. La norma è rivolta a chi soffre di disturbi del sonno causati dalla sindrome da apnea ostruttiva notturna. Tale disturbo comporta una riduzione delle ore di riposo notturno che non viene percepita dal paziente, e che può comportare improvvisi colpi di sonnolenza durante il giorno. «Si stima che chi soffre di questa sindrome abbia un rischio, a causa dei colpi di sonno durante il giorno, 3,7 volte superiore di incorrere in incidenti stradali, contro l’1,54 di chi assume alcol e sonniferi e l’1,7 di chi fa uso di cannabis. Il problema è molto più diffuso di quanto si immagini», spiega all’Arena Daria Luziac della Omnigea Medical Assistance.

In Italia ogni anno muoiono mille persone sulle strade a causa di colpi di sonno, con una percentuale vicina al 25 % del totale. «La gente deve capire che guidare assonati è come guidare ubriachi», spiega il comandante della polizia stradale di Verona Girolamo Lacquaniti, «un automobilista in preda a una forte spossatezza è come se avesse un tasso alcolemico di 1, che comporterebbe il ritiro della patente e una denuncia. E quindi chi è “ubriaco di sonno” deve comportarsi come chi sa di aver bevuto troppo: fermarsi o cedere il volante. Se sappiamo di non dormire da molte ore, se abbiamo preso dei medicinali che hanno la sonnolenza come effetto collaterale, dobbiamo ragionare come se avessimo alzato troppo il gomito».

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