Tav/Tac, 3 assemblee pubbliche a Vicenza

Venerdì 22 gennaio nel quartiere Ferrovieri ci sarà la prima di tre assemblee pubbliche organizzate dall’amministrazione comunale per dialogare con i cittadini sul progetto dell’alta capacità ferroviaria. Il sindaco, la giunta e l’unità di progetto comunale che segue l’iter di approvazione saranno venerdì 21 alle 20.30 nella sede della Circoscrizione 7. L’assemblea sarà divisa in due parti: nella prima l’amministrazione descriverà lo studio di fattibilità e l’iter progettuale, con particolare attenzione per le ricadute sul quartiere. Nella seconda parte saranno raccolte e approfondite le osservazioni dei cittadini che vorranno intervenire. Le successive assemblee pubbliche saranno, sempre alle 20.30, lunedì 25 gennaio in villa Tacchi nella sede della circoscrizione 3 a San Pio X e venerdì 29 gennaio ai chiostri di Santa Corona in centro storico.

«Queste tre assemblee rappresentano un’ulteriore tappa del percorso di informazione e confronto con i cittadini che il Comune sta portando avanti da oltre un anno – spiega il sindaco Achille Variati -. Lo studio di fattibilità è arrivato nel dicembre 2014 ed è stato subito pubblicato in internet e illustrato a stampa, consiglieri comunali, categorie economiche, comitati, associazioni e gruppi di cittadini, è stato più volte esaminato in commissione consiliare e votato dal consiglio comunale con la richiesta di modifiche migliorative. In attesa di ricevere da Rfi lo studio comparativo fra le diverse ipotesi progettuali, con queste tre assemblee l’amministrazione vuole dare la possibilità ai cittadini di conoscere la situazione attuale e di esprimere le loro valutazioni. Il progetto per l’alta capacità ferroviaria rappresenta una fondamentale opportunità di sviluppo per la città è il territorio provinciale – ricorda il sindaco -. Per inserire il territorio vicentino nella moderna rete dei trasporti internazionali, per portare una linea di filobus efficiente ed ecologica in città, per concretizzare il sistema metropolitano di superficie, per evitare il rischio che Vicenza sia condannata ad essere periferia».