Pd e M5S: senza bonifiche Porto Marghera muore

Le opposizioni vanno all’attacco del presidente del Veneto Luca Zaia e del sindaco di Venezia Luigi Brugnaro accusati di non fare abbastanza sulle bonifiche delle aree industriali dismesse a Porto Marghera. Una «paralisi che lascia spazio al malaffare e alla corruzione – dice alla Nuova Venezia il deputato del Pd, Andrea Martella – L’attenzione costante che il governo e il parlamento continuano a rivolgere a Porto Marghera è fuori discussione. Purtroppo non si può dire altrettanto di Regione e Comune di Venezia in merito alla partita delle bonifiche e al rilancio delle aree. Il mancato decollo della società che dovrebbe gestire i 108 ettari ceduti da Syndial-Eni sta a significare che Zaia e Brugnaro passeggiano e non corrono, quando invece è indispensabile accelerare i tempi. Ogni mese che passa si allontana la possibilità concreta di creare nuovo sviluppo a Porto Marghera».

Duro anche il Movimento 5 Stelle. «Brugnaro e Zaia sulle bonifiche chiacchierano a vuoto e lasciano la questione delle aree industriali dismesse alla burocrazia amministrativa che continua ad approfittarne», denuncia Antony Candiello, della Commissione Ambiente comunale. Erika Baldin e Manuel Brusco, consiglieri regionali del M5S, aggiungono: «è evidente il mancato controllo della Regione sull’opera di risanamento ambientale. Sul tema interviene anche il presidente della Municipalità di Marghera, Gianfranco Bettin: «Purtroppo da giugno del 2014, quando scoppiò lo scandalo del Mose con i primi arresti, tutto si è fermato (…) Ora è più che mai necessaria un’azione urgente e forte di Comune e Regione per far uscire dallo stato di paralisi in cui si trova il processo di risanamento ambientale e di rigenerazione economica ed occupazionale di Porto Marghera. Altrimenti non si avranno argomenti per indurre le industrie ad investire».