Nicoli o Iannuzzi? Tosi ha tradito il programma

Dovesse decadere o meno il consigliere comunale che col suo unico voto regge la maggioranza tosiana, il punto resta un altro: la fedeltà agli elettori

Alle prese con i numeri in consiglio comunale, traballanti, la maggioranza tosiana esulta alla notizia della sospensione provvisoria del provvedimento del prefetto Mulas, che in base alla legge Severino esclude dal consiglio comunale il tosiano Gaetano Nicoli (a seguito della condanna riportata nel processo Agec-bis, provvedimento se invece dovesse essere confermato il 7 febbraio prossimo nell’udienza di merito, farebbe entrare al suo posto Gaetano Iannuzzi).

La questione fondamentale, tuttavia, non è “Nicoli sì Nicoli no”. Il nocciolo è se l’amministrazione di Flavio Tosi abbia mantenuto la parola data ai veronesi, rispettando il programma elettorale del 2012. Perché alla prova dei fatti, la sua maggioranza non ha realizzato gran parte degli obiettivi che in tale programma erano scritti. Ad esempio, tanto per rimanere ai temi attuali, il risanamento della Fondazione Arena. Quando, addirittura, non lo abbia contraddetto, vedi i casi del Cimitero verticale o del registro delle unioni civili. O, ancora, deliberando interventi che erano stati esclusi a chiare lettere in tale programma (ipermercato davanti alla Fiera).

Quindi, Nicoli o non Nicoli, qualsiasi consigliere comunale con un po’ di rispetto per i cittadini ed elettori veronesi dovrebbe chiedere una verifica di programma a quel che rimane della propria maggioranza e operare conseguentemente. Anche a costo di mettere la parola “fine” ad una amministrazione Tosi che non ha mantenuto le promesse ed anzi ha fatto esattamente l’opposto di ciò che aveva promesso.