«Ca’ del Bue? Comitati ignorati»

«Su Ca’ del Bue non si venda la pelle dell’orso prima d’averlo ucciso e non si dimentichi l’impegno di pungolo dei comitati nei confronti dei sindaci e della politica in genere». Così su l’Arena il presidente del Coordinamento dei comitati della provincia di Verona Leonardo Bray, commenta l’esultanza del sindaco di San Martino Valerio Avesani e dell’ex primo cittadino di Zevio Paolo Lorenzoni dopo che il governo Renzi ha tolto dalla lista degli impianti strategici l’inceneritore di Ca’ del Bue di Verona.

Bray lamenta che gli appelli per un incontro con un incontro l’assessore regionale Elisa De Berti, ed ex sindaca di Isola Rizza, sono stati ignorati: «sono caduti nel vuoto anche i progetti presentati dal Comitato ai sindaci di San Martino, San Giovanni Lupatoto e Zevio durante le ultime due legislature, per arrivare a una differenziata che porti a recuperare quasi il 100 per 100 dei rifiuti, con risparmi sensibili in bolletta. Poi abbiamo organizzato riunioni su riunioni per tenere alta la questione Ca’ del Bue e persino portato Avesani, Federico Vantini e Diego Ruzza a vedere cosa si fa al riguardo nel Comune più riciclone d’Italia, Ponte nelle Alpi, in provincia di Belluno. Insomma – conclude Bray – comitati e cittadini hanno lavorato sodo e gratis a tutela dell’ambiente, talvolta prendendosi insulti. A più riprese, invece, il centrodestra è apparso più attento agli ordini di scuderia e al tirare a campare. Salvo poi cantare vittoria prima del tempo. Certo è che i comitati hanno fatto la loro parte fino in fondo e ora siamo in attesa che Venezia tolga Ca’ del Bue dal piano rifiuti regionale a stretto giro di posta».

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