Romeno sfruttava disabili, Tosi: «impunito»

«Adesso questo signore sa che può continuare abbastanza tranquillamente a sfruttare i 5 disabili resi in schiavitù: basterà che si sposti qualche centinaio di metri fuori dalla Provincia di Verona per essere in un’altra provincia e poter continuare a gestire il suo miserabile racket». Lo ha detto il sindaco di Verona, Flavio Tosi, commentando la decisione del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Venezia, Massimo Vicinanza, che al termine di una complessa e difficile indagine della Polizia municipale di Verona coordinata dalla Dda veneziana, non ha applicato la misura cautelare del carcere richiesta dal pubblico ministero per il romeno accusato di riduzione in schiavitù di 5 connazionali disabili, ma gli ha imposto il divieto di dimorare e di accedere in tutti i comuni della Provincia di Verona.

«Cinque disabili – ha spiegato Tosi – costretti a dormire in un postaccio privo di riscaldamento, acqua e corrente elettrica per poi potergli procurare, di giorno, migliaia di euro con l’accattonaggio. Così – ha aggiunto -, volendo, negli altri 7.948 comuni italiani delle altre 102 Province italiane potrà continuare a guadagnare le migliaia di euro al mese, a costruirsi case in Romania, grazie all’ignobile sfruttamento di vite umane. Un altro caso, mi permetto di porlo all’attenzione dei parlamentari veronesi, che dimostra, se ce ne fosse ancora bisogna, la necessità di riformare le norme del Codice penale, rendendole più severe e riducendo il potere discrezionale dei magistrati chiamati ad applicarle», ha concluso Tosi.

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