Ipab, la Cristofari’s version. Che non regge

Il vicepresidente dell’ente assistenziale per anziani finalmente ci dà una spiegazione dopo le sue contestate dichiarazioni. Ma fa acqua da tutte le parti

Caso parcella all’Ipab Vicenza, riepilogo delle puntate precedenti: Vvox.it ha dedicato tre articoli, uno pubblicato il 12 di gennaio, uno il 15 e uno il 17. Il nodo ancora non del tutto sciolto, posto sul piano politico dal consigliere comunale grillino Daniele Ferrarin, é a chi e per quale cifra è stata affidata la cura legale dei contenziosi fra l’ente delle case di riposo e la cooperativa Bramasole, citata per danni materiali e d’immagine dopo lo “scandalo dei vermi” nel letto di un anziano ospite. Vvox, dopo aver sentito tutti i protagonisti coinvolti, ha scoperto che il professionista scelto è l’avvocato Alessandro Moscatelli, con un passato in Forza Italia, anche se non più iscritto da anni al partito di Berlusconi, e che la scelta è stata fatta dall’attuale cda, nominato dall’amministrazione di centrosinistra del sindaco Achille Variati (Pd). A questi servizi colui che con noi aveva parlato a nome dell’Ipab, il vicepresidente Gianni Cristofari (già consigliere comunale di centrosinistra), oggi controreplica dopo essere stato personalmente chiamato in causa dall’ultimo, a firma del direttore Alessio Mannino, che lo accusava di aver fornito una sppiegazione della suddetta scelta non corrispondente al vero, cioé ai tempi e ai documenti da noi resi pubblici. Cristofari, infatti, aveva sostenuto, poi smentito dagli atti, che l’incarico di Moscatelli è in sostanza un’eredità del commissario regionale (di centrodestra) Zantedeschi.

Raggiunto al telefono, Cristofari accusa esplicitamente Vvox di avere fornito un’«interpretazione fuorviante» e di avere «estrapolato le parole da un contesto ben preciso attribuendo un significato ben diverso da quello realmente appreso dal mio discorso» con l’intenzione di «costruire un caso». Insomma, Cristofari ritiene di essere stato «travisato». Non solo, ma non riconosce neppure come «notizia» i contenuti narrati da Vvox, mentre stigmatizza «l’editoriale del direttore» bollandolo come strumentale, capzioso e decontestualizzato.

Vediamo di ricostuire i fatti. Primo: è stato Gianni Cristofari, e non altri, ad avere affibbiato la paternità della scelta di Moscatelli alla precedente gestione commissariale di Ipab Vicenza, di quello Zantedeschi che poi ha smentito. «Quello studio lo abbiam trovato lì. È stato scelto dai nostri predecessori… in epoca Zantedeschi». Tanto è stato detto ai taccuini di Vvox e tanto è stato pubblicato. Se Cristofari volesse sostenere il contrario si accomodi pure: questo è il brano audio con le sue parole. Secondo: dopo la pubblicazione del servizio di venerdì 15 gennaio con la smentita di Zantedeschi e la pubblicazione, linkata all’interno del testo, delle carte ufficiali dell’Ipab col nome di Moscatelli (e le date che testimoniano che la scelta é stata di questo cda, di cui lui fa parte), al vicepresidente, sabato 16 gennaio, è stato chiesto per iscritto se volesse avvalersi del suo diritto di replica. Ben un giorno prima, ed è bene sottolinearlo con l’evidenziatore giallo fluo, della pubblicazione dell’articolo del direttore Mannino, avvenuta domenica 17. Ma da parte di Cristofari non c’é stata risposta alcuna. Come infatti aveva scritto Mannino.

Ieri, finalmente, Cristofari si é fatto vivo e, a parte polemizzare col nostro quotidiano, é entrato nel merito. Un po’ spiegando, un po’ correggendo il tiro, ha detto che il conferimento dell’incarico a Moscatelli è sì stato formalmente stabilito dal cda, come riportato da Vvox, ma che l’individuazione del professionista è da attribuirsi al direttore generale di Ipab Vicenza, Paolo Rossi. Ancor meglio (si perdoni l’uso testuale delle parole, non sempre scorrevole, ma è una questione di chiarezza dovuta all’intervistato e al lettore, ndr) Cristofari parla così: «… ho desunto che non essendo stato il nostro consiglio a individuarlo fosse stato Zantedeschi. È stato individuato da Rossi. È stato Rossi, cui è venuto in mente di fare il nome di Moscatelli. Semplicemente perché aveva saputo che si era occupato di una questione di appalti in precedenza. Io quando sono andato all’Ipab l’ho trovato lì. Non mi sono posto nessun problema perché noi abbiamo come regola di base di non individuare e non nominare professionisti… direttamente o indirettamente riferibili a noi». E ribadisce all’infinito che formalmente l’affidamento degli incarichi di consulenza sia una spettanza del consiglio di amministrazione, che la scelta tecnica é del direttore. Infine, secondo Cristofari «l’individuazione è un atto materiale che non ha un momento formale», perciò alla domanda se ci sia o non ci sia traccia scritta di un tale atto materiale, la sua risposta é lapidaria: «assolutamente no».

Domanda: ma se il consigliere d’amministrazione Cristofari già sapeva del ruolo avuto dal direttore Rossi, perché non l’ha detto subito? E se invece l’ha appreso dopo i servizi di Vvox, non poteva affrettarsi a precisare il suo pensiero, anziché aspettare cinque giorni? Ma soprattutto: poiché la delibera dell’incarico porta anche la sua firma, com’è possibile che al momento delle interviste avute col sottoscritto Cristofari non avesse contezza di quanto anche lui ha votato, in una col relativo pregresso, poco tempo fa in consiglio di amministrazione? E’ stata superficialità, la sua? O citare solo ora il direttore Rossi è un’uscita dell’ultim’ora, fantozzianamente strumentale? Quanto all’iter formale, lungi dal volere impartire lezioni di diritto ad un valente avvocato come Cristofari, la disciplina vigente sancisce che gli incarichi di consulenza, essendo di natura fiduciaria, sono competenza esclusiva del cda sia sul piano sostanziale che formale. Non a caso è il consiglio di amministrazione che li delibera e che ne risponde. Quando invece è il dirigente a conferire un incarico in autonomia, si utilizza uno strumento giuridico diverso, che si chiama determina o determinazione dirigenziale. Che pone in capo al funzionario diversi oneri amministrativi e legali, qualora si palesassero. Ora, se tanto mi dà tanto, stando alla Cristofari’s version verrebbe da chiedersi: quando all’Ipab i dirigenti debbono provvedere ad una determina di incarico, a individuare l’incaricando ci pensa per caso un componente del cda, salvo far formalizzare l’atto al dirigente e dichiarare che la scelta è stata di quest’ultimo?