Riviera del Brenta in rivolta: «tornado burocratico»

«I cittadini sono furiosi per quello che sta succedendo. Sono investiti da un vero e proprio tornado di burocrazia assurda e oscura». Così il sindaco di Pianiga Massimo Calzavara testimonia alla Nuova Venezia la rabbia dei residenti della Riviera del Brenta che, per eccessive complicazioni burocratiche, fanno fatica ad accedere ai fondi regionali di indennizzo danni causati dalla disastrosa tromba d’aria dello scorso 8 luglio a Mira, Dolo e Pianiga. La “matassa burocratica” chiesta da Palazzo Balbi è talmente proibitiva che molti non faranno nemmeno richiesta giudicando “spot Natalizi della giunta Zaia” e “una presa in giro della povera gente” le promesse di risarcimento fatte dal governatore.

Dei 3 milioni stanziati dalla Regione, circa 111 mila euro vanno al comune di Mira, circa 2 milioni di euro a Dolo e 881 mila euro a Pianiga. Ma di questi pochi spiccioli raggiungono le tasche dei cittadini. «Una cosa incomprensibile – si è lamentato un residente di Porto Menai nel corso di un’assemblea pubblica – se per 150 euro di rimborso al massimo vale la pena di perdere intere giornate per produrre documenti che poi alla fine non vanno mai bene e vanno sempre rifatti. E non ci saranno anticipi». Secondo il Comune di Mira i documenti richiesti dalla Regione sono molto più complicati di quelli chiesti dal Comune e dal governo e mettono a disposizione meno soldi: infatti il contributo della Regione potrà coprire al massimo il 10% del danno effettivamente subito e solo per le case non per le aziende.

 

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