Padova, l’accusa: «lista nera di scrittori»

«Finalmente il sindaco ha fatto chiarezza sulle sue reali intenzioni nei confronti della Fiera delle parole». Così l’organizzatrice dell’evento, Bruna Coscia, commenta sul Mattino la decisione del sindaco di Padova, Massimo Bitonci, di cancellare il festival perchè considerato troppo “di sinistra”. «Mi era stato suggerito di rinunciare a Ezio Mauro, Sergio Staino, Lella Costa, Paolo Di Paolo e Corrado Augias», aggiunge Coscia. Al posto della Fiera delle Parole, che sarà ora ospitata dall’Università di Padova al Bo, si terrà a Palazzo Moroni un Festival alternativo sull’arte e sulla letteratura che avrà per direttore artistico Vittorio Sgarbi, nuovo consulente culturale del Comune.

«Mi dispiace molto che il sindaco abbia sventolato cifre non rispondenti alla realtà per quanto riguarda il costo della Fiera delle parole per la sua amministrazione», continua l’organizzatrice sottolineando come l’evento nel 2015 sia costato solo 106 mila euro (50 mila arrivati dalla Cariparo) rispetto ai 500 mila della stima di Bitonci. Per il primo cittadino la sua sarà invece «una manifestazione aperta a tutti, senza ideologie di carattere politico. Un’iniziativa di amplissimo raggio, sia a livello italiano che internazionale (…) è giusto che il sindaco abbia un proprio programma culturale – conclude -. Non vedo perché la mia amministrazione debba portare avanti il programma culturale delle amministrazioni passate: ogni sindaco ha la propria linea».

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