Popolari, fondi Regione: soci divisi

Il fondo regionale di 300.000 euro per le spese legali dei piccoli risparmiatori maggiormente danneggiati dalla crisi del credito veneto, divide gli azionisti di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza. «La reputiamo un’ottima iniziativa – dice al Corriere del Veneto Patrizio Miatello, referente del Coordinamento associazioni soci banche popolari venete guidato da don Enrico Torta- c’era bisogno che le istituzioni dessero un segnale di vicinanza alle persone che hanno perso tutto». «Quello della Regione è un gesto di incoraggiamento nei confronti dei risparmiatori – riconosce Giovanni Schiavon, presidente dell’Associazione azionisti Veneto Banca – ma in questo momento l’istituto ha la necessità di avere intorno a sè un clima di fiducia, non certo di ostilità».«La scelta di intraprendere un’azione legale spetta al singolo – sottolinea il segretario dell’associazione dei grandi soci Per Veneto Banca, Matteo Cavalcante – Ma viste anche le attuali turbolenze dei mercati borsistici, crediamo che sarebbe meglio evitare di aumentare il carico di criticità che grava sull’istituto, che in questo momento avrebbe più bisogno di essere aiutato».

Critico anche l’avvocato Sergio Calvetti, del Movimento difesa del cittadino: «il mio studio sta seguendo circa mille casi, incardinati singolarmente sia nel penale che nel civile – sottolinea – fra cui quello di un azionista di BpVi che ha perso 10 milioni di euro. Noi lavoriamo in base al risultato: se recuperiamo i soldi riceviamo una percentuale, altrimenti niente. Questo è un modo serio di agire, non quello di Zaia, che senza neanche avere in mano la delibera consiliare fa speculazione politica offendendo l’avvocatura, trattata come una categoria di spazzacamini che meritano pochi euro a pratica. Per questo chiedo all’Ordine di intervenire».