Schneck: «Roma comandi, Trento esegua»

Il leghista presidente dell’A4 Holding spara a zero contro la Provincia autonoma sulla Valdastico Nord. Annuncia che non farà più politica. E sul Dal Molin Usa…

Un bel casino, detto in francese, quello sulle concessioni autostradali. Il Veneto ci é in mezzo fino al collo, perché la possibilità data dall’Unione Europea di rendere totalmente pubbliche e “in house” (degli enti territoriali di riferimento) le società che gestiscono le tratte é diventata – potremmo dire logicamente – la scelta della politica, sempre ghiotta di potere. Dal ministro delle infrastrutture Graziano Delrio (Pd) fino ai vertici delle spa miste pubbliche-private locali. Come l’autostrada Brescia-Padova, controllata da una holding, la A4, a capo della quale c’é l’ex presidente della Provincia di Vicenza, il leghista Attilio “Titti” Schneck. Che ha posto come merce di scambio per la vendita del 4,2% detenuta da A4 in A22 Autobrennero (che va da Modena al confine con l’Austria, che così passerebbe totalmente alle province di Trento e Bolzano) il sì dei trentini alla famosa (o famigerata) Valdastico Nord, completando la Valdastico Sud già operativa. Oggi a Vvox spiega meglio, in perfetto “stile Schneck”, il suo aut-aut. Cioé aggiungendo un altro carico da 90 alle accuse alla Provincia autonoma, che era e resta contrarissima.

Ma prima ci tiene a togliersi un sassolino, anzi un po’ di ghiaia dalla scarpa: «La mia posizione nell’indagine per inquinamento del fondo della Valdastico Sud è stata archiviata. Ma non ho visto i titoloni che avevo letto nel luglio 2013, quando seppi dai giornali che ero indagato vari giorni prima di ricevere l’avviso di garanzia. Ma ora la spiego tutta: allora ero presidente dell’autostrada (oggi è il sindaco di Verona, Flavio Tosi, ndr), e i lavori erano stati affidati dal presidente precedente, anche se la gestione era mia tramite la controllata Serenissima. Ma la Brescia-Padova aveva un amministratore delegato, che era Rino Gambari, un privato, che era l’unico ad avere voce in capitolo in quanto aveva la delega alle partecipate. Gli atti di gestione non vanno in cda. E non ho nessun rapporto, zero virgola zero, coi Beltrame, che avevano un impianto di trattamento scorie. A parte Fabio Zanotto (uno dei tre imprenditori vicentini, su un totale di 25 indagati, sotto inchiesta assieme ad Antonio Beltrame e Paolo Cornale, ndr), non conosco nessuno. Credo che in questa indagine, per quanto mi riguarda, possa esserci stata una motivazione politica. Hanno visto che c’era uno della Lega e così…». La tesi del complotto? Quando gli facciamo notare che, se fosse verificata le presenza di sostanze inquinanti, si renderebbe necessario individuare dei responsabili, Schneck taglia corto: «se c’è qualcosa là sotto la A4 Holding è parte lesa, perché avrebbero fatto qualcosa con dolo e a nostra insaputa».

Veniamo all’aut-aut sulle autostrade. Come replica a chi sostiene (come ha fatto ad esempio Venosi su questo giornale online) che l’intera operazione di ritorno totale al pubblico sia solo un modo per evitare le gare e far gestire tutto alla politica, come in parte già avviene oggi?
E’ un gran bel problema, questo. Se il pubblico é serio, se a rappresentarlo c’é un funzionario dello Stato col senso della missione e del servizio, allora il pubblico é meglio.

Guardi, come principio siamo tutti d’accordo. Ma spesso così non é. Agli utenti finali, i cittadini, interessa sapere se il servizio finale è garantito meglio dal pubblico o dal privato, stop. Faccio un esempio: nel tratto da Vicenza a Montecchio Maggiore sono anni che l’autostrada si restringe in una strettoia pericolosa. Come la mettiamo?
Le faccio presente che tutti i lavori sono soggetti ai controlli dell’Anas. Stiamo predisponendo la gara per la sistemazione, ma l’iter é lunghissimo. Non è che il privato sia meglio in quanto tale. Il problema sono le norme, la burocrazia. Ma tutto può essere migliorato.

Allora, anziché alla larga, prendiamola alla stretta e parliamo direttamente del nocciolo della questione, la Valdastico Nord. E’ stato lei a legare il passaggio totale al pubblico al via libera dei trentini.
Per cominciare ricordo che il tratto a Sud lo abbiamo fatto, con 320 milioni di euro di bilancio all’anno che in totale vuol dire 1 miliardo e 100 milioni di opere. Il pubblico… dipende dall’etica. Se poi ci sono nepotismi, favoritismi eccetera, diventa un problema.

Quindi meglio il privato?
Sì, allora meglio il privato. Storicamente il pubblico non si é distinto come virtuoso, ma secondo una logica… di potere.

Prendiamo atto e andiamo avanti. Cosa succederà se Trento dovesse resistere nel no a oltranza? Il governo ha o non ha, Costituzione permettendo, il potere di piegare la Provincia autonoma?
Partiamo dal farci una domanda: la Valdastico Nord serve o no? Se esiste la Sud, non avrebbe senso non esistesse anche a nord, no? E non significa alleggerimento del traffico sull’A22, coi suoi 100 km di coda a ogni santo ponte dell’Immacolata. C’è anche un’obsolescenza dell’autostrada: ogni volta che c’é un incidente, si blocca il flusso di traffico nei corridoi europei, com’è successo nel 2010 con l’alluvione: in tilt tutto il sistema trasportistico.

Va bene ma mi risponda su Trento.
Trento si trattiene il 90% dell’Iva oltre gli utili, l’Iva che paghiamo anche noi. Troppo traffico con la Valdastico Nord, dicono? E allora perché fare tre corsie sulla Verona-Modena? E’ tutto vero quel che ha detto Mauro Fabris: quando si comprano l’A4 si tengono tutto in Provincia.

Quindi per lei lo scenario é quello ipotizzato dall’ex commissario dell’Autobrennero, Fabris, secondo cui quest’ultima, dopo aver fatto il pieno di soldi, si papperà anche la Brescia-Padova?
Certo che ha ragione! Ma che diritto hanno di tenersi l’Iva di chi va a Modena? Le nostre aziende lavorano per loro, paghiamo noi coi pedaggi i loro profitti… Qui c’é un problema costituzionale. Stiamo parlando di un rinnovo concessionario che va da oggi al 2044 e che vale 11 miliardi di euro, che lo Stato butta via.

Ma il governo può o non può costringere Trento a dire sì?
La Corte Costituzionale con una sentenza di qualche anno fa ha stabilito che si deve mettere d’accordo la politica. Quindi per me il governo può farlo, tramite la Legge Obbiettivo. Ma insomma chi comanda in Italia, Roma o Trento? Io non darò mai la firma a niente. Possono pure comprare la quota di Intesa (al 51% della Brescia-Padova, ndr), ma io non firmerò mai.

Stando a quanto dice lei, Trento sa fare lobby. Il Veneto, no.
Qui non c’é una mentalità coesa, si sentono tutti portatori della verità… Siamo nani politici anche se giganti economici.

Certo che fa effetto sentire da un leghista della vecchia guardia invocare la mano dura di Roma… Imbarazzato?
Assolutamente no. Non può esistere un’autonomia che possa permettere di dettare legge allo Stato.

La sua presidenza scade in aprile 2016. Progetti politici per il futuro?
Sono in un’età troppo avanzata. Largo ai giovani.

A Vicenza si discute già per il candidato sindaco nel 2018, e il centrodestra é in panne, non ha uomini. Non è che magari ci farebbe un pensierino?
Quella di sindaco é un’attività di sacrificio, e io non ho mai avuto attitudini relazionali, si sa.

Ma come? Ma se ha fatto due mandati da sindaco di Thiene!
Mi spiace, scaduto qua, all’A4, basta.

Una curiosità “personale”, diciamo. Nel 2009, in un articolo intitolato “Schneck segreto: «Sono contrario al Dal Molin Usa»”, trascrissi una conversazione registrata da un suo interlocutore nel suo ufficio di quand’era presidente della Provincia di Vicenza, in cui criticava la costruzione della seconda base americana, quella al Dal Molin, di contro alla linea ufficiale della Lega, che era favorevole. Lei non smentì. Oggi vede benefici per i vicentini, in termini di indotto e compensazioni?
Zero. Abbiamo servitù militari perenni sul territorio in cambio di niente. Come veniamo ripagati? Con il campetto dell’insalata?

Sarebbe il Parco della Pace mai decollato?
Sì, il campetto dell’insalata. Cosa ha dato il governo? Dov’erano gli amministratori vicentini?

Quindi conferma e rilancia. Ma allora non fu così esplicito pubblicamente.
Io sono sempre stato una persona libera, non ho mai fatto il ruffiano con nessuno.