Profughi, Alto Adige chiama Veneto. Contro l’Austria

«La messa in discussione del trattato di Schengen è inaccettabile. Se l’Austria chiude i confini a est, si potrebbe spostare verso il nostro territorio una fetta di flussi migratori che ora sfrutta la rotta balcanica. In quel caso anche l’Italia dovrà valutare se adottare le dovute misure al confine con la Slovenia. E in ogni caso un eventuale aumento delle persone in transito, bloccate al confine del Brennero per l’intensificazione dei controlli, dovrà essere affrontato a livello nazionale, con la ripartizione dei richiedenti asilo fra tutte le regioni». Così in una lettera inviata al ministero dell’Interno, il presidente della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher, manifesta la sua preoccupazione sul blocco delle frontiere austriache. Per il cancelliere Werner Faymann infatti, i migranti non devono superare una quota pari all’1,5% della popolazione austriaca. Kompatscher ha anche telefonato ai governatori Luca Zaia e Debora Serracchiani per informarli di aver inviato la missiva.

«Stiamo studiando con attenzione l’evolversi della situazione e lunedì ne parleremo a Bruxelles, in occasione della riunione dei ministri dell’Interno e della Giustizia — commenta Mario Morcone, capo del Dipartimento Immigrazione del Viminale —. Però chiudere le frontiere a est sposterebbe solo il problema, i migranti passerebbero per Albania e Montenegro e approderebbero in Puglia, che è sempre Italia. La disperazione non si ferma con il filo spinato, se chiudi una rotta senza risolvere il nodo di base, il quadro non cambia».

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