Turra (Ipab Vicenza): «difendo Cristofari»

Il presidente dell’ente case di riposo chiarisce: «Moscatelli scelto per competenza specifica». E attacca la Bramasole: «incapace di gestire il San Camillo»

E’ esasperato, Lucio Turra. Si può capire: il presidente dell’Ipab Vicenza, l’ente assistenziale che gestisce le case di riposo, dal suo insediamento a giugno, e specialmente dopo lo scatenarsi dello “scandalo dei vermi”, ha una serie di gatte da pelare che farebbe oggettivamente perdere la pazienza ai santi (e lui é un cristiano fervente, già a capo dell’Associazione Cattolica locale): la perdita di un buon terzo degli ospiti fuggiti via (e che si spera di recuperare con uno sconto del 10% sui nuovi ingressi), le cause con la cooperativa Bramasole cacciata dal suo cda, la grana degli stipendi arretrati da pagare ad una parte dei dipendenti internalizzati (dalla controllata Ipark, di cui sempre lui, Turra, é amministratore unico). E lo é anche con il nostro quotidiano web per il caso Cristofari, il vicepresidente dell’Ipab che con le sue dichiarazioni sulla consulenza legale all’avvocato Moscatelli ci ha obbligati a scavare per capire chi, per quale cifra e per quale motivo gliel’abbia affidata. In questa intervista fa chiarezza su tutto.

Al Giornale di Vicenza di ieri ha dichiarato che l’Ipab, per far fronte al decreto ingiuntivo della Bramasole per le ultime rate che attende e al pagamento del personale, per non penalizzare il personale va cercata un’altra strada rispetto a quella di pagare la cooperativa con cui siete in più vertenze. Qual é questa strada, onde evitare sanzioni alla Corte dei Conti e il commissariamento?
Con la Bramasole c’é anche la nostra richiesta di incamerare la garanzia a mezzo fidejussione, bloccata da un ricorso, depositata da Bramasole al momento della vincita della gara, un altro decreto ingiuntivo di una dipendente dalla Bramasole, e il risarcimento danni che abbiamo chiesto noi alla cooperativa. Ma a parte quest’ultima, sottolineo che se anche abbiamo licenziato noi la cooperativa, è la Bramasole che é direttamente responsabile dei propri stipendi. Noi, che siamo appaltanti, abbiamo il problema dei soldi da trovare ma sul secondo decreto ingiuntivo, quello della singola dipendente. Sul risarcimento danni, invece, voglio chiarire che non é, come qualcuno ha detto, esagerato: è di sostanza, dopo tre anni di contratto, per i costi aggiuntivi che abbiamo avuto e che avremo a causa della Bramasole. Perché, e lo scriva a caratteri cubitali, qui stiamo parlando di rischio clinico per gli anziani ospiti delle nostre strutture: per assicurarlo, forniamo una copertura organizzativa maggiore rispetto a quella fornita dalla Bramasole.

Il presidente della cooperativa, Moreno Lando, ci ha fatto le seguenti affermazioni: «Abbiamo abbattuto i costi di 300 e rotti mila euro annui e posso dimostrare che con quella cifra ci spossiamo comunque guadagnare correttamente. A questo punto mi auspico davvero che un giudice mi ascolti per fare chiarezza su quanto sia costato alle tasche del contribuente il precedente appalto. Mi auguro che non ci sia da parte di qualcuno la speranza di un contenzioso civile che vada per le lunghe, in modo che la Regione abbia il destro per potere commissariare il San Camillo». Commenti?
Io ne avrei da raccontare, su contenziosi che qui dentro durano da decenni… Il signor Lando dovrebbe farsi una domanda: il suo piano industriale era effettivamente realizzabile? La verità é che ha sbagliato piano industriale, non è stato capace di realizzarlo. La gestione della Bramasole é stata deficitaria. Ma lei lo sa cosa significa rispettare le consegne fra soggetti che finiscono un turno e gli altri? Sono stati i familiari stessi a rilevare buchi nelle consegne! Lando pensava di gestire il San Camillo come gestisce altre strutture più piccole. Noi siamo sottoposti a controlli ferrei, gli incident reporting. Cosa ha fatto Lando per la formazione? La formazione costa, sa.

Chi gestiva il San Camillo prima della Bramasole?
Un consorzio… Un’ati (associazione temporanea d’imprese, ndr) composta da Codes, Promozione Lavoro e Cercate.

Quanti sono i lavoratori internalizzati?
Dunque, 64 erano quelli della cooperativa. Probabilmente sono la metà, una trentina… Siamo in attesa di concludere l’iter operativo, cioé di procedere ai regolari concorsi pubblici.

Veniamo alla duplice versione del suo vice, Cristofari, sulla parcella all’avvocato Moscatelli per la causa civile di danni alla Bramasole. Secondo il Cristofari 1, la scelta era stata del commissario Zantedeschi (inviato dal centrodestra che governa la Regione) che vi ha preceduti, secondo il Cristofari 2 (che ci accusa di aver reso male le sue prime dichiarazioni), del cda su proposta del direttore generale Rossi. Il caso politico non lo abbiamo inventato o montato noi, è stato sollevato dal consigliere comunale del M5S Daniele Ferrarin in base a voci di divisioni all’interno del cda sul nome di Moscatelli, di cui nessuno ha mai messo in dubbio la competenza professionale ma che ha un noto passato politico in Forza Italia, lavorando in uno studio di cui titolare era Pierantonio Zanettin, forzista da sempre e oggi nel Csm in quota azzurra. Presidente, perché Moscatelli?
L’individuazione dell’avvocato Moscatelli è stata fatta da parte del direttore generale Rossi che l’ha proposta al cda in quanto Moscatelli aveva seguito un’analoga causa di licenziamento di una dipendente di un’altra cooperativa in un altro Ipab del Vicentino.

Quale?
Mi pare Camisano.

E perché Cristofari non l’ha detto subito, visto che, da consigliere d’amministrazione, c’é anche la sua firma nelle delibere, da noi pubblicate, sulla consulenza legale?
Ma è stata una battuta al telefono, non si ricordava… l’ha detto senza cognizione di causa. Sono io che ho gestito la cosa.

Possiamo dire che é stato quanto meno un errore comunicativo e di sottovalutazione politica, quello di Cristofari?
E’ stato un errore di comprensione fra lui e voi.

No, spiacente: a domanda, è stata data una prima risposta rivelatasi falsa. Sulle prime non ci ha voluto spiegare, di qui il lecito sospetto che avesse mentito, e solo qualche giorno dopo ha finalmente parlato, per altro in modo non soddisfacente. Cosa che finalmente ha fatto lei ora, svelando l’arcano.
Ma non esiste chiederne le dimissioni! Voglio essere molto chiaro: la sintonia di tutto il cda verso il vicepresidente é totale. Io non lo conoscevo Moscatelli, l’unico che poteva conoscerlo è Mantovani (altro consigliere d’amministrazione Ipab, presidente dell’Ordine degli avvocati di Vicenza, ndr). Ma ora lasciateci lavorare.

Gestendo pubblico denaro, deve aspettarsi un plus di attenzione dalla politica e dai media.
Sì ma l’Ipab non é un ente fra gli altri: noi abbiamo precise responsabilità verso l’Ulss, che infatti ci ha dato l’autorizzazione perché ha fiducia in noi. Lo vede quella cosa dietro di lei? (indica una lavagna con uno schema, ndr). E’ il piano industriale a cui stiamo lavorando. Son queste le cose sostanziali a cui bisogna pensare.

Quando lo presenterete, indicativamente?
Non prima di marzo, credo.