Nordio: «cambiare legge autodifesa»

«La Costituzione italiana è un abile compromesso tra le visioni totalizzanti del cattolicesimo e del marxismo mentre il nostro Codice penale è figlio della cultura giuridica fascista. L’incontro tra queste ideologie illiberali relega il cittadino a soggetto subalterno i cui diritti sono avviliti e compressi». Così il procuratore aggiunto di Venezia Carlo Nordio in occasione del convegno “Stato di Libertà, l’uomo e i suoi diritti” promosso dal Consiglio regionale. Il magistrato, già noto per essersi occupato dell’inchiesta sullo scandalo Mose, ha spiegato perchè ritiene necessaria una modifica della Carta Costituzionale.

«La legittima difesa è uno degli elementi caratteristici di questa situazione – ha spiegato Nordio alla Nuova Venezia – perché attualmente la domanda che si pone lo Stato è sino a che punto il cittadino abbia il diritto di agire, cioè di difendersi quando viene aggredito. Oltre questi limiti, lo Stato lo punisce, mentre un ordinamento liberale dovrebbe capovolgere il concetto e domandarsi fino a che punto lo Stato ha il diritto di punire una persona che si difende da una aggressione che lo stesso Stato non è riuscito ad impedire».