Veneto Banca, azionisti: no ipocrisie sui revisori

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato dell’Associazione azionisti Veneto Banca in merito agli aspetti giudici della vicenda che interessa l’istituto di Montebelluna

E’ in atto un pesante attacco contro il sistema bancario italiano, che dimostra ancora una volta, soprattutto la gravità degli errori commessi dai governi e dalle varie istituzioni preposte alla sua tutela; gli errori del passato (anche recentissimo), ma che il Paese sta ancora scontando. Andare in Borsa in questo clima significherebbe, per Veneto Banca e per gli azionisti subire un’altra tremenda batosta. Cerchiamo, almeno di ritardarne i tempi.

Tuttavia, mai come ora gli azionisti, nel loro specifico interesse, devono sforzarsi di accrescere la fiducia nella banca e la sua reputazione. Il che non significa necessariamente concorrere all’aumento di capitale, bensì almeno non ostacolarlo con posizioni inutilmente aggressive. non dimentichiamoci che il nostro principale obiettivo è quello di recuperare il più possibile la maggior parte dei nostri risparmi.

Devo ringraziare un nostro associato che mi ha manifestato qualche perplessità nel merito del mio ultimo comunicato, pubblicato sul sito dell’Associazione (Ed ora che fare?), avendone tratto l’impressione che noi vogliamo scoraggiare gli azionisti dal proporre azioni di responsabilità nei confronti degli amministratori e dei sindaci del passato, quasi a volerli tutelare. I cortesi rilievi dell’amico associato mi offrono l’occasione di meglio precisare il concetto che volevo esprimere.

Premesso che esistono, in astratto, varie possibilità, da parte degli sventurati azionisti, di tentare un risarcimento dei danni (class-action, azioni individuali per responsabilità extracontrattuale, azioni risarcitorie societarie proponibili dalla banca, denunce penali per truffa [non certo per usura] contro dirigenti e funzionari, azioni risarcitorie extracontrattuali contro le autorità di vigilanza e contro i revisori…) credo che il nostro principale obbligo sia quello di evitare che gli associati (magari perché lusingati da depistanti promesse o distolti da specchietti per le allodole) possano impegnare ulteriori loro risorse economiche in scelte giudiziarie sbagliate o anche totalmente inutili, oltre che costose e dannose (inutilmente dannose, intendo) per la stessa Banca.

Abbiamo sempre affermato e ribadito che, a nostro parere:

  1. le class-action sono giuridicamente infondate perché le situazioni di danno lamentate non sono omogenee;
  2. le azioni di responsabilità sociale (di natura contrattuale) devono essere promosse semmai dalla società stessa (come probabilmente sarà) e non dagli azionisti;
  3. le denunce di truffa contro dirigenti e funzionari, con costituzione di parte civile, possono anche risultare fondate, ma non comporteranno alcuna utilità concreta a chi le proporrà, in termini risarcitori;
  4. vanno auspicate e favorite le inchieste delle Procure della Repubblica competenti, che hanno l’obbligo di perseguire le malefatte di tutti coloro (e sono molti) che potrebbero avere responsabilità penali;
  5. sono, invece, preferibili le azioni risarcitorie (per responsabilità extracontrattuale) contro i revisori, le uniche che, a nostro giudizio, potrebbero anche comportare concreti e utili risarcimenti di danni.

E queste, appunto, saranno quelle che noi stessi proporremo. Ma queste sono scelte individuali. Noi non intendiamo fare sconti a nessuno e auspichiamo che ogni responsabile, chiunque esso sia, venga punito per le sue azioni od omissioni, colpe dolose che siano. Vogliamo solo far aprire gli occhi alla gente, alla quale troppo spesso viene detto che quelle responsabilità vanno attribuite solo a Tizio, Caio e Sempronio, cioè a singole persone.

Sono soprattutto queste le ipocrisie che noi intendiamo combattere per i gravi depistaggi che esse comportano. Infatti, sicuramente ci sono state anche condotte di mala gestio (che devono essere perseguite, ribadisco), ma non sono ancora emerse le più gravi colpe dei regolatori: collegi sindacali, Bankitalia, Consob e Società di Revisione. Insistere esclusivamente sulle presunte malefatte dei primi significa assolvere sempre coloro che hanno gravi colpe nei disastri bancari e che l’opinione pubblica – per comoda e deliberata distrazione – omette sempre di porre nella giusta luce.

Non vi pare forse inquietante la sistematica omissione di controllo dei dati dei bilanci da parte dell’unico soggetto che può (e dove, per specifico suo incarico) farlo? Tutto qui. Cerchiamo di non farci depistare perchè c’è una scala di responsabilità che va sempre tenuta ben presente. E’ di qualche giorno fa, la notizia che la Giunta della Regione Veneto ha stanziato un fondo di 300.000 euro per le consulenze legali a favore di piccoli risparmiatori.

Si tratta di una iniziativa che ha un valore poco più che simbolico, di vicinanza della Regione alla povera gente e, in questo senso, è positiva. Ma questo aiuto non deve assolutamente tradursi in un indiretto incoraggiamento ad aggredire la Banca con una marea di contenziosi, strumentalmente favoriti da chi intende trarre profitto in termini di compensi professionali. Il Tribunale di Treviso è avvertito e si prepari all’onda lunga dei ricorsi da chi proposti dai professionisti sulle speculazioni sulle disgrazie altrui.

Credibili sono le offerte di aiuti gratuite e non quelle che provengono da soggetti che, da quelle disgrazie, vogliono tranne solo occasione di profitti. noi vogliamo essere coerenti con la nostra linea: i colpevoli devono essere puniti, ma tutti e non solo quelli alle Istituzioni farebbero comodo sacrificare per salvare se stesse.

Giovanni Schiavon – Presidente Associazione Azionisti Veneto Banca