Popolari venete, dibattito su azioni legali

«Premesso che esistono varie possibilità di tentare un risarcimento dei danni, credo che il nostro obbligo sia di evitare scelte giudiziarie sbagliate o inutili, oltre che costose». Il presidente dell’Associazione piccoli azionisti di Veneto Banca Giovanni Schiavon ha spiegato in una lettera la sua posizione sulla vicenda delle popolari venete, escludendo che le denunce per truffa siano utili «per chi le propone, in termini risarcitori». Di diverso avviso è l’avvocato Renato Bertelle, presidente dell’Associazione nazionale azionisti BpVi, che gestisce circa 200 ricorsi: «in sede penale noi chiediamo anche il risarcimento che, analogamente all’annullamento del contratto per dolo tipico del civile – ha spiegato a La Tribuna – potrebbe veder corrisposta una somma corrispondente al prezzo pagato per le azioni o per il finanziamento concesso a seguito della richiesta di vendita delle azioni».

«La novità – dicono invece gli avvocati dello studio Zanvettor Bruschi, che gesisce circa 600 degli oltre mille esposti distribuiti tra Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca – è che oggi esiste un documento in consultazione, che deriva da una norma Ue, che prevede la costituzione di un arbitrato in Consob. Questo organismo dovrà riguardare cause di diritto bancario che hanno a che fare con la trasparenza, la corretta compilazione della Mifid e il testo unico finanziario».