Gay Pride, Gentilini: «dittatura dei culattoni»

L’ex sindaco leghista di Treviso Giancarlo Gentilini spara ad alzo zero contro il Gay Pride in programma nel capoluogo della Marca, ricordando che quando primo cittadino ordinò  «alla mia polizia municipale di allontanare i gay da Treviso». Queste le dichiarazioni rese a La Tribuna di oggi: «Treviso era una delle migliori città d’Italia. Ora invece è diventata il regno dei culattoni. Farei di tutto per impedire il Gay Pride. Userei tutti i mezzi legali a mia disposizione per bloccare la manifestazione. Altro che patrocinio. La mia educazione cattolica parla chiaro: una famiglia è formata da un uomo e una donna, da un marito e una moglie. Stop. E mi pare che anche il vescovo di Treviso si sia espresso finalmente in questo senso. Ma oggi a Treviso imperversa la dittatura della sinistra, comunisti e culattoni, questo è lo scenario». Gli fa eco il capogruppo della lista che in consiglio porta il suo nome, Giuseppe Basso: «Il Gay Pride vadano a farlo a Viareggio, non a Treviso. La nostra è una città tranquilla, che non vuole simili carnevalate. I diritti delle persone sono una cosa, i cortei un’altra. La gente di Treviso rigetta simili manifestazioni. E poi noi siamo per la famiglia tradizionale: un uomo e una donna».