Bitonci su Fiera Parole, «abuso di potere»

Scrittori in campo a difesa della rassegna culturale “Fiera delle Parole” eliminata dal sindaco leghista di Padova, Massimo Bitonci, perché «troppo di sinistra». Dopo le parole di Staino, Lella Costa, Augias, Ezio Mauro e Di Paolo direttamente additati da Bitonci, oggi su Il Mattino parlano il triestino Pino Roveredo, premio Campiello nel 2005 con “Mandami a dire” che in marzo pubblicherà il suo ultimo romanzo “Mastica e sputa”, e Marco Balzano, ultimo vincitore del Campiello con “L’ultimo arrivato”. Per il primo, «chi ha cancellato la Fiera debba rispondere con umiltà alle migliaia di persone che con pazienza tante volte hanno atteso in fila di partecipare agli eventi. Cancellare questo è segnale di ottusità o è una scelta politica. Pessime cose».

Balzano si rivolge idealmente al sindaco: «Io invece voglio dirgli che a questo festival ho assistito ad incontri in cui si parlava di parole, di libri, di idee, alcune delle quali le ho trovate condivisibili, altre molto lontane dal mio punto di vista, come è normale che sia. E ho ascoltato interventi di carattere civile ed extra politico, spettacoli musicali e dibattiti con autori italiani e stranieri, noti e meno noti: insomma un contenitore eterogeneo in cui a prevaricare era solo la voglia di condividere, non vecchie categorie politiche a cui il sindaco fa, non si capisce in base a cosa se non a suoi pregiudizi, riferimento per giustificare una decisione che è un evidente abuso di potere. Insieme all’amarezza per la città di Padova che subisce questi evitabilissimi attacchi penso che ci sarà un bel gusto a seguire altrove la Fiera delle Parole, che, come tutte le fiere, sarà capace di essere itinerante».

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