Delta Po, la denuncia: mattanza uccelli

«Il fenomeno è ormai annoso. Basti pensare che è dal 1992 che l’utilizzo di richiami elettroacustici e di fucili senza limiti di colpi sono considerati reati. Tutte disposizioni che tuttavia, nella caccia in botte (appostamenti sull’acqua), vengono regolarmente violate nell’area del Delta del Po. Si tratta di un’emergenza che è stata peraltro denunciata nei giorni scorsi dalla trasmissione Striscia la Notizia, rendendo ancora più evidente, se mai ce ne fosse stato bisogno, la necessità di intervenire in maniera rigorosa». La presa di posizione è dei consiglieri regionali Andrea Zanoni (Pd) e Cristina Guarda (Lm), che sulla questione hanno presentato un’interrogazione. «C’è un problema di irregolarità, di illegalità che provoca una continua mattanza di uccelli migratori – rilevano i due consiglieri -. La stessa Commissione Europea si è interessata al problema del bracconaggio sul Delta del Po. Le stesse autorità locali conoscono la dimensione del fenomeno, però nessuno lo risolve e il bracconaggio continua. Eloquente il fatto che, dal 2004 ad oggi, in una serie di sopralluoghi effettuati in zone, giorni e orari diversi, il Wwf ha riscontrato nel 100% delle uscite la costante e diffusa presenza di bracconieri in azione: sono oltre il centinaio gli episodi registrati di caccia sanzionabili penalmente, segnalati alle autorità competenti».

«Nel servizio di Striscia la Notizia del 2 gennaio scorso – proseguono i due consiglieri – una delle guardie venatorie ha raccontato che prima degli appostamenti di caccia si dispongono alcune vedette dichiarando che: “Sono persone che conosciamo, le abbiamo identificate ma non c’è niente che vieta loro di stare lì. Inoltre con un messaggio al cellulare raggiungi chiunque”. Si tratta di un sistema d’allarme per avvisare i cacciatori dell’arrivo delle guardie». Zanoni e Guarda chiedono quindi alla giunta Zaia «quali azioni intende intraprendere al fine di contrastare il fenomeno del bracconaggio nel delta del Po, tutelando la fauna selvatica migratrice patrimonio di tutti i cittadini europei e la reputazione della nostra regione in campo ambientale».

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