Veronese, coppie di fatto: gli ospedali “amici”

Dall’ospedale Sacro Cuore di Negrar al Policlinico universitario, passando per quelli che dipendono dalle Usl, in tutti i centri di Verona i responsabili assicurano: «Nessuna discriminazione tra diversi tipi di coppie, ogni paziente comunica i propri congiunti». La mutua assistenza in caso di malattia, che comprende anche il diritto ad essere informati sulla situazione del partner ricoverato, oltre alle visite in ospedale, è di fatto già garantita nei nosocomi scaligeri.  Come riporta il Corriere del Veneto, i medici veronesi si sono dati due regole: rispettare le normative vigenti e mettere davanti a tutto il buon senso.

Per esempio a Negrar, secondo una disciplina interna all’ospedale, al momento del ricovero viene consegnato al paziente un modulo per dare il consenso o meno al trattamento dei propri dati e autorizzare i medici a rilasciare notizie relative al proprio stato di salute alle persone indicate, indipendentemente dal grado di parentela. Tra queste ci può essere anche il convivente o la convivente. La stessa modalità viene adottata a San Bonifacio. Dall’azienda ospedaliera di Verona, invece, gli uffici fanno sapere che «non esiste una pratica formalizzata, ma quando il paziente è cosciente indica sempre lui la persona a cui comunicare il proprio stato di salute». Il problema sussiste solo in situazioni d’emergenza, quando il paziente è incosciente. In quel caso, «si fa di tutto per trovare una prova documentale della convivenza, solitamente lo stato di famiglia», che al momento, però, esclude le coppie dello stesso sesso.