Calcio e fatture, Pasqualin: colpa della riforma Blatter

Per l’avvocato Claudio Pasqualin, già presidente di Assoprocuratori e oggi presidente di Avvocaticalcio, l’inchiesta “Fuorigioco” della Procura di Napoli, che ipotizza presunte evasioni fiscali legate ai trasferimenti di calciatori, affonda le radici «in una situazione che ha ormai trovato la sua definitiva legittimazione nella, pessima e pilatesca, riforma Blatter».

Pasqualin ricorda che la stessa riforma «ha aperto le porte del calcio a tutti, ma proprio a tutti, i cosiddetti intermediari, chiarendo però che il loro compenso può essere a carico di entrambe le parti, società e calciatore». Secondo il legale vicentino «la problematica sembra perciò essere più di natura fiscale e tributaria che penale, salvo gli approfondimenti sui fatti che, in punto d’accusa, si sarebbero sviluppati sull’asse Italia-Argentina con ipotesi di “esterovestizione” mediante l’utilizzo di società-schermo in paradisi fiscali. Se confermata dalle indagini – dice Pasqualin – questa sì sarebbe una clamorosa sottrazione di fondi. Resta comunque il fatto che il procuratore, come una volta veniva definito, che emette la fattura per il suo lavoro non evade nulla e non ha alcun tipo di vantaggio».

Nessun timore in casa Vicenza Calcio dopo che tre dirigenti – il patron Sergio Cassingena, il figlio Dario, attuale a.d. del club, e l’ex presidente Massimo Masolo – risultano tra gli indagati nell’indagine della Procura di Napoli. «Si tratta di una fattispecie, ancorché non ancora provata – spiega l’attuale presidente Gian Luigi Polato – di natura personale e non oggettiva, che quindi non ricade direttamente sul club, che risulta totalmente estraneo. Per quanto ci riguarda – conclude Polato – non è avvenuta nessuna perquisizione in società, in abitazioni private o in altre sedi legati al Vicenza Calcio e ai loro dirigenti. Siamo assolutamente tranquilli».