Pietro Maso, sorelle denunciano minacce

Sulla “carriera” giudiziaria di Pietro Maso, l’uomo che da ragazzo nell’aprile del 1991 uccise a Montecchia di Crosara i genitori Antonio e Mariarosa, potrebbe profilarsi ora l’accusa di minacce. Tale potrebbe essere l’imputazione che potrebbe costargli un sms inviato a un amico che gli avrebbe negato un ulteriore prestito dopo avergli già fornito 25.000 euro lo scorso anno, quando Maso si trovava in Spagna.

«Ora Fabio pensaci bene. Domani mattina ti chiamo e se rispondi bene, e fai quello che dico, ok. Altrimenti vengo lì e ti stacco quella testa di cazzo che hai». Così avrebbe scritto Maso via telefono all’amico. Ma prima che al suo interlocutore, forse per un errore di invio, il messaggio era stato inviato a Nadia Maso, una delle due sorelle di Pietro. Assieme alla sorella Laura le due congiunte, spaventate, hanno presentato dieci giorni fa un esposto alla procura di Verona, decisione presa non molto bene dal fratello.

Maso è passato quindi al contrattacco. «Ha preannunciato una denuncia nei loro confronti per diffamazione», ha detto l’avvocato. Rigoli, legale delle due donne. «Mi avete messo nei casini, adesso ve la vedrete con i miei avvocati», è la frase – spiega Rigoli – che Maso ha pronunciato nei giorni scorsi parlando al telefono con le sorelle.
Nei giorni scorsi, attraverso un settimanale, Pietro Maso aveva rivelato che tre anni fa gli telefonò Papa Francesco dopo che lui stesso gli aveva inviato una lettera in cui chiedeva perdono per l’omicidio dei genitori.