Ristrutturare salva il pianeta (e il portafogli)

“Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”

La legge della conservazione della massa formulata dal fisico Lavoisier può essere, con un po’ di fantasia, tradotta anche nel campo dell’architettura e delle costruzioni . È un ottimo punto di partenza per comprendere che, scegliere di ristrutturare un edificio esistente piuttosto che demolirlo e sostituirlo con una nuova costruzione, può essere una scelta quasi sempre vincente.
Ci sono vari motivi che stanno alla base della sempre più popolare scelta di rimettere a nuovo qualcosa di già esistente. Solo per citare due tra i più importanti: l’alta densità edilizia del nostro territorio (spesso di troppo bassa qualità) e le sacrosante regole sempre più restrittive riguardo il consumo di suolo. Per chi desidera una nuova casa, bella, efficiente ed economica, la soluzione è sempre più spesso, quindi, la ristrutturazione di un edificio esistente.
Quando si sceglie la ristrutturazione è doverosa una distinzione sul tipo di costruzione da rimettere a nuovo: per epoca di costruzione, per tipologia architettonica e per stato di conservazione. Un conto, ad esempio, è avere un rustico in pietra e muratura mista in un’area vincolata, un altro è avere un edificio degli anni cinquanta in zona urbana. Questa distinzione riguarda sia la burocrazia che si deve affrontare (Soprintendenza o no?) sia le tecnologie applicabili all’intervento di ristrutturazione.

Ristrutturare un vecchio edificio richiede pazienza, lungimiranza, ma a livello economico è un investimento che nel tempo si ripaga. Inoltre si deve mettere a bilancio che, nel momento in cui si sceglie di non consumare ulteriore suolo si compie una scelta sostenibile con profonde positive coseguenze a livello globale. Senza dimentica la bellezza e qualità di vita regalate da un edificio con una storia da raccontare. Come accennato prima le scelte tecniche e dei materiali da usare sono fondamentali e non secondarie a quelle architettoniche/estetiche.
Ecco alcune buone regole da seguire quando si prende questa importante decisione: comprendere i caratteri tecnici ed estetici che caratterizzano l’edificio, migliorarli senza stravolgerli, cercando di salvaguardare il più possibile ciò che già è presente. Questo comporta, a volte, qualche adattamento del Committente nelle scelte logistiche del progetto, come ad esempio la distribuzione dei locali o la disposizoone delle aperture. Per un progettista che considera la sostenibilità parte fondamentale degli obiettivi nel proprio lavoro, una restrizione diventa uno stimolo a trovare nuove soluzione progettuali.

 

A cura di Alberto Motterle –  Studio Motterle

 

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