Berti (M5S): «prendo 11 mila euro, mi vergogno»

Quando ha ricevuto la busta paga da 11.586 euro netti per il suo ruolo di consigliere regionale, il capogruppo 5 Stelle in Regione Jacopo Berti si è detto «sinceramente vergognato». «Ho trovato quella cifra un insulto ai primari, ai professori universitari, ai ricercatori, ai ragazzi che provano ad entrare nel mondo del lavoro, che devono emigrare… Questo non è un Paese normale», aveva detto in un’intervista lunedì al Giornale di Vicenza che non ha mancato di scatenare polemiche. «O Berti prende in giro i cittadini oppure è un incompetente, vorrebbe governare ma non sa neanche leggere la busta paga», attaccano sul Corriere del Veneto gli speaker della Lega e della Lista Zaia Nicola Finco e Silvia Rizzotto. In realtà tolto il conguaglio dell’Irpef lo stipendio del consigliere regionale non è di 11 mila euro netti ma di poco più di 8 mila.

«La polemica di Finco e Rizzotto dimostra quanto siano lontani dai problemi della gente comune – replica Berti -. Ai cittadini non importa delle loro giustificazioni su “come” si sia arrivati a 11 mila e 500 euro di stipendio, come se prendere 9 mila euro al mese fosse meno grave. Ai veneti interessa che dalle parole si passi ai fatti. Per questo li aspettiamo alla prova dei fatti, insieme agli altri consiglieri di maggioranza e minoranza, quando sarà il momento di votare la nostra “legge anticasta” per la diminuzione di tutti gli stipendi e l’abolizione dei vitalizi. Un risparmio di 83 milioni per i veneti. Come voteranno Finco, Rizzotto? Potrebbero già prendere un impegno pubblico al riguardo». Berti «vuole restituire i soldi? Fatti suoi. Ma lo faccia in silenzio perché la beneficienza sbandierata è solo scena», ribattono i capogruppo di Lega e Lista Zaia.

 

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