Dolcetta e Iorio, vi faccio 3 domande

BpVi, dal punto di vista dei soci l’annunciata svolta non pare essere molto incisiva

Io credo che la franchezza – e mi gratifica che anche Papa Francesco ne convenga – sia, con i dovuti toni, il modo migliore di esprimersi. Mi sento quindi in dovere di manifestare la mia delusione per tante cose che accadono nella nostra Banca Popolare di Vicenza. L’ineffabile Zonin, con un’audacia della quale si deve essere subito pentito, ebbe a dire che nella sua banca chi aveva sbagliato avrebbe pagato. I nuovi vertici, Dolcetta e Iorio, che dovrebbero fare della trasparenza la loro bandiera, a questo proposito non danno segni di vita. Chi scrive, ma anche tante persone di libero convincimento si pongono varie domande:

1) Che fine ha fatto la vicenda dei soci che avevano un impegno scritto della banca per il riacquisto delle azioni? E che ne è dei soggetti che avevano rilasciato tale impegno?
2) I clienti che erano stati finanziati per acquistare le azioni? Mi sembra il dott. Iorio avesse detto che li avrebbe contattati tutti personalmente. E’ stato fatto? E se sì, con quale risultato? Non si dimentichino i soci che sono riusciti a rivendere le loro azioni alla Popolare anche quando il fondo per il riacquisto era esautito.
3) E’ possile, infine, sapere come intendano muoversi i signori di cui sopra nei riguardi delle responsabilità del cda in carica, dei sindaci e della dirigenza passata? Non mi si dica, per cortesia, che si aspetta la magistratura, con i tempi biblici della quale chissà se si arriverà a qualche cosa. Sembrerebbe, a quello che dice, che i due pubblici ministeri, oltre all’inchiesta banca, seguano anche altre pratiche. Avevo sperato che un’inchiesta così importante per tante persone potesse avere un iter accelerato e con magistrati applicati a quel solo problema.

Sappiano i dottori Dolcetta e Iorio che molte persone sono già un po’ deluse di una “nuova” gestione che trascura, spero non volutamente, passaggi importanti e fondamentali per ridare alla banca ciò che le spetta.