Family Day, figlia del marò: «sono gay»

«Ciao sono Giulia Latorre , 22 anni di Taranto e sono la figlia del marò Massimiliano Latorre. Ho deciso di fare questo passo non per pubblicità perché voglio dar e forza a quelle persone che hanno paura di mostrarsi per timore delle polemiche, degli insulti e delle conseguenze di un coming out». Inizia così il lungo messaggio pubblicato sulla pagina Facebook Omofobia Stop con cui la figlia di uno dei due marò sotto processo in India dal 2012 e attualmente in Italia per motivi di salute, ha deciso di rendere pubblica la propria omosessualità. Parole che, a pochi giorni dal Family Day e dal voto in parlamento del ddl Cirinnà, promettono di infiammare il dibattito sulle unioni civili dentro e fuori dai social network.

«Cosa avremmo di diverso noi omosessuali? Siamo tutti esseri umani, abbiamo sentimenti, abbiamo un cuore, abbiamo la voglia e il diritto di essere felici! È chi ci giudica ad avere qualche problema», afferma la giovane, che si pronuncia anche sulla stepchild adoption: «Perché le coppie gay, lesbiche non possono adottare un bambino? Per quale assurdo motivo? Vi dirò di più: a mio avviso ci sarebbe più amore nelle coppie gay che crescono un bambino, che in una coppia etero». Il post si conclude con un ringraziamento a Omofobia Stop e con un appello: «Ragazzi, non vergognatevi di essere ciò che siete, soprattutto se i vostri genitori non vi accettano. Si dovrebbero vergognare loro di non accettare il proprio figlio, non voi di desiderare la vostra vita. Chi ci perde sono loro, non voi. Non demoralizzatevi, andate avanti».

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