Vicenza Calcio in “Fuorigioco”, qualcosa non torna

Sergio e Dario Cassingena e Masolo coinvolti nell’inchiesta di Napoli. E Preto?

Tre dirigenti del Vicenza Calcio sono coinvolti nell’inchiesta “Operazione Fuorigioco” della Procura della Repubblica di Napoli e della Guardia di Finanza, insieme con altri 61 fra presidenti, calciatori e procuratori sportivi e 35 società di Serie A e di Serie B. I vicentini coinvolti sono gli ex presidenti Sergio Cassingena e Massimo Masolo e l’amministratore delegato Dario Cassingena (figlio di Sergio). Indagato nella operazione è anche l’ex direttore generale Sergio Gasparin, non però per gli stessi reati contestati ai Cassingena ed a Masolo. Il reato che i pm napoletani avrebbero accertato a carico dei dirigenti biancorossi è l’evasione fiscale e si contestualizza nei campionati di Serie B 2010/2011 e 2011/2012.

Nel primo il Vicenza aveva preso in prestito dal Genoa il centrocampista Matteo Paro, poi acquistato nella stagione successiva. Il giocatore non è indagato, a differenza del suo procuratore Alessandro Moggi (figlio dell’ex DS della Juventus). È proprio il compenso del procuratore che, secondo la Procura napoletana, sostanzierebbe l’illecito. Moggi infatti ha emesso a carico della società di via Schio due fatture, per un totale di 4.100 euro, a fronte delle proprie prestazioni di intermediazione nella conclusione dei contratti con Paro. I pm sostengono che invece il destinatario delle fatture avrebbe dovuto essere il giocatore, in quanto mandante ed esclusivo beneficiario delle prestazioni del procuratore. In tal modo il Vicenza, accollandosi i costi della intermediazione, avrebbe concesso di fatto un fringe benefit a Paro, il cui duplice vantaggio sarebbe consistito nel non pagare le tasse su questa forma di compenso e neanche il compenso al procuratore. In teoria un beneficio lo avrebbe potuto avere anche il club, che però non risulterebbe fra quelli indagati. Alle altre società infatti i magistrati contesterebbero di aver approfittato delle fatture ricevute dai procuratori per dedurre i relativi costi dal reddito imponibile, beneficiando per di più della deduzione dell’Iva.

Nella cronologia dei fatti c’è qualcosa che non collima con le responsabilità di alcuni indagati. Cassingena è stato presidente dal 24 luglio 2008 al 27 ottobre 2010 e, di nuovo (dopo la breve presidenza di Danilo Preto), dal 6 giugno 2011 al 18 aprile 2012. Gli è succeduto Massimo Masolo, che si è dimesso l’8 gennaio dell’anno successivo. È difficile quindi inquadrare la responsabilità di Masolo, la cui presidenza coincide solo con la parte finale della seconda stagione di Paro in biancorosso. Sembrerebbe dunque estraneo ai reati. Nemmeno si capisce perché, piuttosto, non ci sia fra gli indagati Danilo Preto, che invece era a capo della società per più di metà del campionato 2010/2011. Non c’è invece alcun dubbio sul fatto che l’a.d. Dario Cassingena fosse in carica all’epoca.

Il Vicenza Calcio ha emesso ieri una nota ufficiale di poche righe in cui, confermando le fatture di Moggi, conclude precisando che “nessun provvedimento disciplinare o di qualsivoglia altra natura potrà derivare nei confronti della società”. Il presidente Gian Luigi Polato ha chiarito la precisazione all’Ansa: «Si tratta di una fattispecie, ancorché non ancora provata, di natura personale e non oggettiva, che quindi non ricade direttamente sul club, che risulta totalmente estraneo». La spiegazione sembra poco convincente: i tre dirigenti avrebbero agito non nell’interesse della società ma a titolo personale? Bisognerà poi vedere se, come è prevedibile, si aprirà anche una inchiesta della giustizia sportiva, che è meno garantista di quella ordinaria e che potrebbe coinvolgere anche la società. Magari con una penalizzazione.

Purtroppo la portata e la estensione della indagine lasciano prevedere un ennesimo scandalo per il calcio italiano, che già sta attraversando un momento non proprio felice ed ha perso molte posizioni nel ranking internazionale. Per quanto riguarda i dirigenti del Vicenza, detto che comunque il reato contestato è circoscritto ad una sola operazione e quindi non ha connotati di sistematicità, si aspettano le loro dichiarazioni. Per ora infatti sono rimasti in silenzio, contrariamente ai colleghi dei club più blasonati. Il coinvolgimento dei Cassingena potrebbe però dare una accelerazione alla loro uscita di scena.