Confagricoltura Vicenza: Campus Tav senza senso

«Occupare un terreno agricolo di quasi dieci ettari non ha senso: ci sono molte zone cementificate libere più consone allo scopo». Confagricoltura Vicenza esprime la sua contrarietà al progetto collegato all’alta velocità, che prevede di costruire il Campus Tav in zona Carpaneda, una delle poche zone rurali rimaste a pochi metri dal contesto urbano di Vicenza. «L’area individuata come sede di localizzazione del campo base è classificata dagli strumenti urbanistici come Zto rurale agricola – scrive in una nota il presidente Michele Negretto –. Nella zona operano molte realtà agricole impiegate in attività come la coltivazione di cereali, l’allevamento di animali, la coltivazione e la vendita diretta di prodotti ortofrutticoli di qualità. L’intero tessuto socio-economico della zona rischia, con il Campus Tav, di patire gravi danni economici e di essere trasformato irreversibilmente dalla nuova infrastruttura. Perciò esprimiamo la nostra contrarietà al progetto e chiediamo che sia valutato nelle forme di legge, individuando in accordo con gli enti competenti soluzioni alternative di minore impatto ambientale come le aree industriali dismesse».

«Nel Vicentino in un decennio abbiamo perso più di 20 mila ettari di terreno coltivabile – continua Negretto -. Le categorie a vocazione agricola più colpite risultano essere le coltivazioni permanenti, i seminativi in aree non irrigue, i prati stabili e le zone agricole eterogenee Nella nostra provincia ci sono paesi circondati da aree industriali quasi completamente vuote, con le campagne divorate da capannoni e insediamenti produttivi. Fermiamoci e ripensiamo alle infrastrutture, riqualifichiamo prima di consumare altro territorio: nella programmazione urbanistica vanno tenuti in considerazione i fabbisogni dell’agricoltura, con un maggiore coordinamento tra gli enti».