I Benetton e quegli appalti “in casa”

I Benetton? Secondo Dagospia «con una mano danno appalti e con l’altra li vincono». Il riferimento è alla società di costruzioni Pavimental (fatturato 396 milioni di euro) le cui risorse arriverebbero da due committenti, Adr e Autostrade per l’Italia, entrambi controllati da Atlantia, la holding dei Benetton. In particolare l’azionariato è così suddiviso: il 59,4% è in mano ad Atlantia, un 20% ad Autostrade per l’Italia, un altro 20% ad Adr e il restante 0,6% ad Astaldi. Tale assetto è pero recente: fino all’agosto del 2014  Pavimental era al 99% di Autostrade per l’Italia, cioè del suo principale committente.

Il j’accuse di Dagospia verso i Benetton muove dal fatto che buona parte delle commesse risulterebbero incassate dalla società senza gara. Per esempio nell’ottobre 2014 Adr ha così assegnato a Pavimental un appalto da 64,2 milioni di euro per la “riqualifica della pista 16L/34R” di Fiumicino. questo è reso possibile da una normativa sugli appalti che per il momento consente a una società concessionaria (come Adr o Autostrade) di affidare in house il 40% dei lavori. Una normativa contestata da più parti e che lo stesso ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio si sta impegnando a cambiare. Il gruppo Benetton dal canto suo ha sempre difeso l’affidamento diretto a Pavimental come un modo per garantire certezza di costi e tempi nella realizzazione delle opere. Dagospia infine cita i membri della «lobby» che lavora per i Benetton: dal presidente di Adr, Fabrizio Palenzona, che è anche presidente dell’Aiscat (l’associazione delle concessionarie autostradali), a Giovanni Castellucci, ad di Atlantia, ad di Autostrade per l’Italia e consigliere di Adr.

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