Statue coperte, Goldin: autogol

«L‘arte deve essere rispettata, così come va rispettato chi quelle opere le ha create. Chi ha scolpito le statue oggi esposte nei musei capitolini di Roma di certo non si sarebbe aspettato di vederle coperte. Chi visita una nazione straniera ha il dovere di entrare nel suo spirito e nella sua storia». Così sulla Tribuna il curatore e critico d’arte trevigiano Marco Goldin (nella foto) commenta la “censura” delle statue greco-romane in occasione della visita a Roma del presidente iraniano Hassan Rouhani. «Cancellarne le tracce, come in questo caso è stato fatto dall’Italia, è una mancanza di rispetto – continua – Anzi, lo considero un vero e proprio autogol del nostro Paese».

«Dobbiamo sentirci in imbarazzo nel mostrare le più alte espressioni della nostra arte? – si chiede – Trovo imbarazzante, piuttosto, il dover ricorrere a un orpello momentaneo per cancellare importanti testimonianze storiche e artistiche dalla memoria visiva di un visitatore straniero. La nostra arte racconta la storia e la cultura del nostro Paese, che dovrebbe essere motivo di interesse e di fascino per chi viene a trovarci, non certo motivo di vergogna». Per Goldin coprire le statue è stata quindi una «decisione sbagliata. Chiunque abbia dato ordine di coprire quelle statue ha fatto un errore che, mi auguro, non si ripeta».

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