Campus Tav Vicenza, Rigoni: «dossier a Roma»

Riceviamo e pubblichiamo una nota della consigliera Veronica Rigoni (Creazzo nel Cuore, in foto) sul Campus Tav in zona Carpaneda a Vicenza. 

Il Comitato strada della Carpaneda ha inviato tutte le osservazioni contro il Campus previsto in Carpaneda, relativamente al progetto definitivo della linea ferroviaria AV/AC Verona-Padova – 1° lotto funzionale Verona-Bivio Vicenza. Insieme a tecnici e legali abbiamo realizzato una relazione tecnica approfondita sull’ultima zona verde che divide Creazzo da Vicenza, specificando i motivi per cui questa non sia un’area consona al progetto del Campus cittadella cantiere.

Il dossier spedito a Comune, Regione e Italferr illustra come la zona individuata sia un’area rurale agricola di elevato interesse paesaggistico, sprovvista di ogni dotazione infrastrutturale necessaria e caratterizzata dalla presenza di moltissime attività agricole. La localizzazione del campus comporterebbe un immediato consumo di 91.000 mq di suolo – pari a 13 campi da calcio – che danneggerebbe gravemente l’area con interventi radicali di impermeabilizzazione e altri interventi infrastrutturali aventi un fortissimo  e disastroso impatto ambientale, paesaggistico, ed economico.

Molti di noi sono favorevoli alla Tav, ma è difficile capire perché debba essere consumata l’ultima area verde della zona. Carpaneda è puntualmente presa d’assalto per progetti e interventi, malgrado costituisca una delle poche aree rurali ancora incontaminate. Appena 18 mesi fa avevamo ricevuto il sostegno di migliaia di persone (raccolta firme) per chiedere al sindaco di Vicenza di non insediare un campo nomadi e ci riuscimmo proprio per le motivazioni che oggi ripresentiamo.

Quest’area da 25 anni viene scartata da qualsiasi tipo di iniziativa a causa delle peculiari caratteristiche che la rendono una zona alluvionale con terreno di natura prevalentemente argillosa, quindi non adatta ad iniziative invasive del territorio. La documentazione presentata è ricca di spunti per accogliere le nostre ragioni: abbiamo raccolto le firme dei residenti e degli aderenti al comitato, allegato le foto degli allagamenti avvenuti in questi anni, la rassegna stampa di tutte le forze politiche che aldilà del proprio colore politico hanno difeso la Carpaneda, le foto effettuate tramite drone, un’analisi dello stato della rete viaria e una nota tecnica dell’Ingegnere Giorgio Conte. Ora, con i migliori propositi, ci auguriamo prevalga la ragione e che le nostre istanze vengano accolte a tutela dell’ultimo polmone verde di Vicenza ovest.

Veronica Rigoni