Corte Appello Venezia, l’allarme: «manca personale»

«Siamo in crisi di personale e la Corte d’Appello di Venezia riesce a definire tanti procedimenti quanti ne entrano, di fatto a totale invariato. Rimane numericamente la grande mole del pregresso». Lo ha detto Il Presidente della Corte d’Appello di Venezia, anticipando alcuni passaggi del suo intervento all’inaugurazione dell’Anno Giudiziario, sabato prossimo. Per Mazzeo Rinaldi «l’inadeguatezza delle strutture è dovuta al semplice fatto che il distretto è sottonumerato, perché si ritiene il Veneto ancora regione prevalentemente agricola. Di fatto – ha sottolineato – ci si scorda che il Veneto è la terza regione per numero di abitanti, la terza per Pil prodotto è che è quella con la massima occupazione. Aspettiamo – ha rilevato – che vengano nominati nuovi giudici onorari, ne sono stati nominati nove su 22, e con questi giudici onorari si potrebbe, in sede civile, raggiungere il limite dei due anni per la definizione di un processo».

Da parte sua, parlando di giustizia penale, il Procuratore generale Antonino Condorelli ha affermato che «la situazione del personale è drammatica. Si è puntato per risparmiare sulle persone – ha sottolineato – sull’informatica ma senza che vi fossero né l’adeguato funzionamento dei sistemi né quella del personale che andrebbe formato con continuità. Dal primo al secondo grado – ha rilevato Condorelli – spesso i procedimenti non arrivano perché se se ne blocca uno, come se si fosse su un nastro trasportatore, si fermano anche tutti gli altri. Nel distretto manca – ha concluso – mediamente dal 30 al 40% del personale necessario e richiesto dal sistema giudiziario veneto».

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