Fenice: «oggi più sicura e tecnologica»

«Il teatro è uguale a quello che era prima del rogo dal punto di vista estetico. È bellissimo, ma è molto, molto diverso dal punto di vista tecnico: un palcoscenico assai più moderno, un’acustica migliore e, certo, anche un impianto antincendio inimmaginabile allora: oggi il teatro può mettere in scena contemporaneamente due rappresentazioni e ne può provare una terza. Inimmaginabile, con la Fenice di “prima”». Così sulla Nuova Venezia il sovrintendente Cristiano Chiarot, commenta lo slogan ufficiale della ricostruzione dopo l’incendio che distrusse il celebre teatro veneziano (“com’era, dov’era”).

«La macchina scenica è completamente nuova – prosegue Chiarot – con tre ponti mobili fino a qualche decina di metri, la “graticcia” che sostiene le scene, l’ampio spazio sulla destra, prima occluso da colonne. Oggi la fossa d’orchestra può essere coperta facilmente e lasciare posto a sedie o portare i musicisti a livello platea: molto utile per le prove». La ricostruzione include anche una piccola sala ispirata al teatro palladiano di Vicenza che ospita oggi le prove del coro. «Abbiamo anche un controllo 24 ore su 24 con due persone presenti, con patentino di vigili del fuoco, un impianto antincendio per il palcoscenico e uno per la sala e un sistema che consente che la struttura venga retta da piloni di acciaio», conclude Chiarot.

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