Pantene, Ferragni testimonial (coi capelli finti)

Di fronte a certe incongruenze, nonostante pure un bambino di due anni sappia benissimo che le pubblicità non rispecchiano mai la verità, anche il web si ribella ed è scoppiato il caso Chiara Ferragni e i capelli Pantene. Di ieri le tantissime chiacchiere sulle bacheche di tante ragazze su come la nuova global ambassador Chiara Ferragni, blogger nostrana da 5 milioni di euro l’anno, forse non sia la testimonial perfetta per un marchio di prodotti per i capelli. Da sempre la giovane blogger viene attaccata per la sua chioma non proprio fluente. Che non si dica però che lo diciamo perchè siamo invidiose, perché la stima per chi ha inventato una professione e ha aperto la strada a tantissime altre ragazze è inevitabile.

Piuttosto è balzato parecchio all’occhio un confronto tra campagna pubblicitaria e realtà e fa sorridere, su quanto non ci vada più di essere ingannati. Cari pubblicitari dalla mano pesante su photoshop, è finita la vostra epoca. In pratica al lancio per la stampa la Chiara nazionale si è presentata con quattro capelli in croce, delle onde mosce e palesemente non proprio pulitissimi. Metto le mani avanti, perché la maggior parte dei giorni della mia vita, i miei capelli sono molto peggio dei suoi. Capite però, che se vieni pagata migliaia di euro per essere la testimonial di alcuni prodotti per capelli, Dio santo, lavateli! Ci saranno stati chissà quanti parrucchieri disposti a farle una piega, pure il cinese sotto casa sua a Milano ha il phon sempre acceso pure a tarda notte, ma non presentarti così. E il confronto con la campagna pubblicitaria è talmente sproporzionato da aver dato vita ad una serie di battutine più o meno al vetriolo qua e là e sui profili social del noto brand di prodotti beauty.

Quindi, si sceglie la testimonial perché rappresenta il brand, o perché ha dei numeri altissimi e può raggiungere un sacco di persone? Come terza ipotesi mi rimane quella che Pantene l’abbia scelta perché conta di fare un miracolo con la sua chioma, tanto da farla diventare luminosa e fluente. Insomma, una campagna dalle grandissime aspettative. Ne parla anche Iris Tinunin del blog www.stylosophique.com con i suoi follower e ci dice così: «Sul fatto che Pantene abbia scelto Chiara Ferragni come nuova ambassador non mi sento di colpevolizzare quest’ultima. La colpa è del marchio che sceglie di affiancare indissolubilmente la propria immagine a quella di una persona nota di cui sono noti anche i capelli-pre-photoshop. Una foto del genere (mi riferisco agli scatti della campagna Pantene) ha appeal solo su chi non ha mai visto prima la Ferragni. E una con 5 milioni di followers su Instagram è difficile non averla intravista»

E’ ovvio che in una campagna pubblicitaria vengano usate extension, photoshop come se non ci fosse un domani, ma da lì a vedere una specie di parrucca sulla testa di Chiara, il passo è bello grande e il brand, a mio avviso, ha toppato di brutto. Ci sta bene comprare un’illusione, ma l’illusione è nei confronti del contorno, una campagna advertising ti vende non solo quel prodotto, ma quello che significa, in questo caso fama, bellezza oltre a dei capelli che fanno “swisch swish” morbidi e lucenti. Lo scatto della campagna è talmente bello e perfetto che solo chi non ha mai visto Chiara Ferragni , e vi assicuro che dovrete cercare tanto,  potrebbe credere che quelli siano veramente i suoi capelli e ed essere persuasi così a comprare quei prodotti.

 

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