Condannato a Padova, Salvini: «Io sto col tabaccaio»

Il tabaccaio Franco Birolo è stato giudicato colpevole di eccesso colposo in legittima difesa in riferimento ai fatti della notte tra il 25 e il 26 aprile 2012, quando nella sede della sua attività aveva sparato ad un ladro, uccidendolo. Il giudice Beatrice Bergamasco, quindi, non ha accolto la richiesta di assoluzione del pm. In attesa dell’Appello si scatenano le polemiche sul web e tra i politici. «Come scriveva Rousseau nel contratto sociale, è il popolo che delega le istituzioni a rappresentarlo – ha dichiarato al Corriere del Veneto il presidente del Veneto Luca Zaia – il sentimento popolare della legittima difesa va quindi riconosciuto fino in fondo».

Gli fa eco il presidente del Consiglio regionale Roberto Ciambetti: «Se lo Stato non è in grado di garantire la sicurezza dei cittadini, non può nemmeno imporre pene sproporzionate a chi, aggredito, si difende da criminali patentati». Mentre il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, riassume efficacemente la posizione del suo partito con un post su Facebook in cui scrive lo slogan: «Io sto col tabaccaio». Da Roma è intervenuta anche Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia), dicendo che «è assurdo: siamo davanti ad uno Stato che non solo non garantisce la sicurezza dei cittadini ma che arriva ad accanirsi contro quei cittadini che non si arrendono all’idea di morire da vittime».

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