Bauman a Verona: saremo tutti migranti

«Siamo incapaci di prenderci cura gli uni degli altri. In questo mondo globalizzato siamo precipitati nell’indifferenza globalizzata della sofferenza. Perciò ben vengano iniziative come questo convegno sulle pietre scartate, che sottolineano il valore della diversità». Così il sociolgo polacco novantenne Zygmunt Bauman, ieri nell’aula magna dell’università di Verona per la prima giornata del convegno “Le pietre scartate: vite inutili o pietre angolari?”. Il tema è quello dei profughi e in generale dello straniero: dal secondo dopoguerra «affrontiamo il problema della coabitazione tra popoli diversi, fenomeno che negli ultimi tempi si è infittito con le grandi migrazioni. Sempre più stranieri bussano alle nostre porte e nei loro confronti cresce un generale sentimento di ripulsa».

«In una società preoccupata per la costruzione del proprio ordine – ha spiegato il sociologo all’Arena – i migranti sono sotto tiro. Ma è inutile fissare delle quote di accoglimento o estromettere quelli in eccesso, perché ne arriveranno sempre di nuovi. Quindi non basta rimuovere le “imperfezioni”: bisogna affrontarle». Bauman ha sottolineato infine il «problema psicologico», ovvero «la paura di diventare come loro». Sì perchè «i migranti, ai nostri occhi, rappresentano quello che potrebbe accadere a noi. Tutto ciò genera paura e depressione».

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