BpVi, Iorio: cause legali, azionisti sbagliano

«Rispetto le azioni legali, ma credo siano un approccio sbagliato. Più la gente andrà dagli avvocati, più ci sarà incertezza, più l’azione varrà di meno. Se la banca ha commesso errori ne prenderà comunque atto dal punto di vista giuridico». Così in un’intervista al Messaggero Veneto di sabato, l’ad di Banca Popolare di Vicenza, Francesco Iorio, torna sullo spinoso tema delle azioni legali intraprese dai risparmiatori dell’istituto di credito berico.

«C’è una presa d’atto da fare – continua Iorio – o si è concordi sul punto di ripartenza, oppure si va al commissariamento e non avremo nulla. Non si può pensare di ripartire da prima di tutto quello che è accaduto. Non potremo ridare a nessuno 62 o 48 euro per azione, non è fattibile. L’unica consapevolezza che i risparmiatori dovrebbero avere è che la banca ha un futuro da costruire. Qui un problema c’è stato, vuoi per colpa del mercato o per colpa di scelte non adeguate, ma oggi c’è un conto da pagare. Il valore della banca è stato distrutto – conclude – e questo valore si recupera solo con il tempo. Non vedo altre ipotesi».