Sanità, Zaia: ecco perché quei 9 direttori Ulss

«Ho tenuto fede all’impegno preso con gli elettori di ridurre il numero delle Ulss per provincia. E ora, a scadenza di mandato dei 23 direttori generali in carica, ho ritenuto doveroso assumere la responsabilità di questa scelta, nominando sette direttori generali provinciali per 5 anni e dando il via alla riforma della governance della sanità veneta». Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha esordito così nella seduta straordinaria del Consiglio veneto richiesta dalle opposizioni per discutere le nomine dei nove direttori generali delle Ulss venete, ritenute «non conformi alla programmazione sociosanitaria regionale».

«Alla scadenza del 31 dicembre 2015 del mandato dei 23 direttori generali – ha spiegato Zaia – avevo davanti tre possibilità: 1) procedere alle nuove nomine con incarico triennale, con il risultato che la geografia delle aziende sanitarie sarebbe rimasta immutata sino al 31 dicembre 2018. Soluzione politicamente non sostenibile, perchè ad un anno e mezzo dalle elezioni qualunque riforma sarebbe risultata impossibile: 2) nominare 21 commissari per un anno. Soluzione, questa, priva di supporto giuridico, perché non si può commissariare l’intera sanità veneta senza motivazioni; 3) terzo e ultima opzione: nominare 7 direttori provinciali più altri due, per l’Ulss del Veneto Orientale e per l’Ulss di Bassano per le prerogative territoriali di queste due aree: la prima è l’Ulss più turistica del Veneto con 16 milioni di presenze nella stagione balneare; e nella seconda ci sono addirittura istanze del territorio che parlano di una Ulss Pedemontana. Questa è la fotografia consolidata, che consegno al Consiglio: i commissari scadono il 31 dicembre 2016 e il Consiglio ha quindi un anno di tempo per dirmi che cosa vuol fare, se prorogare i commissari – e spero di no – o consolidare definitivamente il numero delle Ulss».