Auto 3.0, giro d’affari da 1500 miliardi

Dal “metallo” ai software per la guida automatica, dalla proprietà al car sharing, dal diesel alle emissioni zero. Questa la “rivoluzione” che investirà il modo di progettare, produrre e vendere automobili prevista dagli analisti nei prossimi anni e che porterà a una feroce selezione dei produttori. Tradotto: chi non si innova resta indietro. Secondo uno studio di McKinsey in collaborazione con l’università di Stanford, la svolta nel mondo dell’automobile potrebbe tradursi in ricavi extra per il settore stimati in 1.500 miliardi dollari, il 30% in più di adesso.

«Non si parlerà più di mercato italiano, tedesco o greco, ma di aree sviluppate e rurali. Nelle grandi metropoli ad alto reddito ci sarà una costante crescita di modi alternativi di usare la macchina, nelle seconde invece resisterà il concetto di possesso», spiega a Corriere Economia Gianluca Camplone, senior partner di McKinsey in Italia. Nel 2030 il 10% delle vetture vendute sarà utilizzato in condivisione mentre in città troverà spazio l’auto elettrica (accanto a quelle ibride) grazie ai minori costi delle batterie e alle stringenti normative anti-inquinamento. Infine in futuro, probabilmente dal 2020 in poi, il 30% dei modelli sarà dotato di sistemi di guida semi-autonomi.

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