Cgil Padova: aborti difficili in Veneto

«Le Usl del Veneto non rispettano la legge 194». La denuncia arriva da Alessandra Stivali e Paola Fungenzi della Cgil Padova che sottolineano come nella nostra regione le donne che vogliono interrompere la gravidanza spesso si trovano a dover affrontare ostacoli burocratici inormontabili. A tal proposito la Cgil sta infatti seguendo numerosi casi. «I consultori hanno tagliato del 50% l’organico e quindi molti servizi saltano – spiegano Stivali e Fungenzi al Corriere del Veneto -, tra cui quelli di assistenza psicologica e legale. In secondo luogo negli ospedali pubblici della nostra regione i ginecologi sono quasi tutti obiettori e quindi le Usl sono costrette a ingaggiare esterni a gettone, che però sono disponibili due volte a settimana e per un numero limitato di pazienti. Il risultato è che prolificano gli aborti clandestini e le donne che comprano farmaci abortivi sul web, in entrambi i casi rischiando la vita».

«Non è possibile che una donna venga sballottata da una parte all’altra senza nessuna assistenza – rilevano Rosanna Bettella e Gloria Berton (Cgil) -. E che sia lei a dover telefonare a tutti gli ospedali, senza nemmeno sapere con chi parlare e con l’angoscia del tempo: più ne passa, più il disagio psicologico e fisico aumenta». Il sindacato ha quindi scritto una lettera alla Regione, per chiedere «la completa e corretta applicazione della legge 194» e la rimozione degli ostacoli all’accesso delle donne all’assistenza nei consultori e negli ospedali.

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