Montagna bellunese, acqua razionata

L‘inverno senza neve e pioggia si sta trasformando in un autentico calvario per la montagna veneta. Il 2015 è stato infatti l’anno più secco dal 1995: sono caduti 883 millimetri di pioggia, il 25 per cento in meno della media. La situazione è talmente grave che diversi comuni del Bellunese hanno dovuto dare disposizioni ai cittadini per razionare l’acqua usata nelle comuni attività quotidiane. Da Cencenighe ad Arabba, da Sovramonte a Ponte nelle Alpi nel fine settimana sono addirittura arrivate le autobotti dei vigili del fuoco per rifornire gli acquedotti e la prefettura di Belluno non esclude che se continua così tra qualche settimana si dovrà arrivare alla razionalizzazione con i lavandini a secco nelle ore nottorne.

La siccità in montagna si riflette anche sui fiumi in pianura: la portata del Piave è calata del 40 per cento, quella dell’Astico di oltre due terzi e fino al 42 per cento quella del Bacchiglione. Il Po è sotto di due metri rispetto l’anno scorso e il Lago di Garda è al 33% della sua capacità. La mancanza di pioggie e riserve nevose rischia inoltre di ripercuotersi sui raccolti agricoli dei mesi estivi.