Smog, Roncade (Tv) vieta la “vecia”

Dopo le drastiche limitazioni all’accensione dei fuochi dei “Panevin” (i roghi dalle cui faville si traggono gli auspici del nuovo anno), la sera dell’Epifania, e dato il persistere di una qualità dell’aria molto deteriorata su tutta la pianura veneta, adesso a rischiare nel trevigiano è un’altra consolidata tradizione popolare, quella del “Processo alla vecia”. Si tratta di uno spettacolo pubblico in cui viene celebrato un processo-caricatura ad un personaggio immaginario, la “vecia”, appunto, al quale si attribuiscono le responsabilità per tutti i fatti negativi accaduti l’anno precedente e che si conclude con l’immancabile condanna e con il rogo di un fantoccio. La data fissata è il giovedì di metà Quaresima.

A vietare la combustione della pira, nel trevigiano, è stato ad esempio il Comune di Roncade, che intende così recepire le raccomandazioni contenute in una circolare dell’Arpav diffusa il 27 gennaio scorso. Nel documento, infatti, è contenuto l’invito a «evitare nel modo più assoluto combustioni all’aperto di residui agricoli e forestali». «Questo non vuol dire ostacolare la manifestazione – ha spiegato l’assessore all’ambiente, Gilberto Daniel – ma sollecitare gli organizzatori ad individuare altre forme di “esecuzione della pena” ed approfittare dell’emergenza ambientale di questo inverno 2016 per cominciare a rivisitare le tradizioni secondo una chiave educativa di sostenibilità ambientale». Intanto anche Treviso vara le misure anti-smog: Sono previste tre fine settimana a targhe alterne a febbraio, una domenica ecologica in aprile e l’obbligo di arrestare i motori durante le soste ai semafori. Assieme a questi provvedimenti è stato previsto l’obbligo di non innalzare la temperatura negli edifici oltre i 18 gradi, di tenere chiuse le porte dei negozi e di utilizzare stufe e camini a pellet solo se con un rendimento energetico al di sopra di una certa soglia.

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