Verona, spreco soldi pubblici: Croce assolto

L’avvocato Michele Croce, ex presidente dell’Agec e candidato sindaco per Verona Pulita, è stato prosciolto dalla Corte dei Conti dall’accusa di aver speso denaro pubblico per la sistemazione del suo ex ufficio. Quei 20 mila euro e le polemiche che ne scaturirono, costarono nel 2012 a Croce la poltrona della presidenza dell’ente dopo soli quattro mesi ad opera di un decreto del sindaco Flavio Tosi.

«La terza sentenza è arrivata – commenta Croce sull’Arena -: ora il sindaco ammetta di avere torto e si dimetta. La prima sentenza del Tar del Veneto dichiarò la revoca del presidente Croce dall’Agec illegittima. La seconda sentenza del Tribunale penale di Verona condannò direttore e dirigenti per l'”appaltopoli” in Agec da me denunciata. La terza sentenza, della Corte dei Conti, mi ha prosciolto da ogni accusa sulle inventate spese per l’ufficio. Ricordo che mi autodenunciai alla Corte, non avendo nulla da nascondere. Il sindaco di Verona, che quel sistema difese, che quei amministratori tutelò, che inventò l’alibi dei mobili e mi revocò ingiustamente solo per impedirmi di fare pulizia, come le tre sentenze sanciscono, dovrebbe vergognarsi -conclude-, ammettere e dimettersi»

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