Vicenza Calcio, un disastro il mercato estivo

Il Bassano vende Iocolano a una concorrente alla promozione. La Juventus fortissima, ma campionato squilibrato

GATTOPARDO BIANCOROSSO. Il mercato di gennaio del Vicenza ha sconfessato quasi tutte le scelte fatte dal club biancorosso in quello estivo. Oltre a Cinelli e Gentili, già in forza dalla stagione precedente, sono infatti stati ceduti o è stato rescisso il contratto con sette giocatori (Mantovani, Gatto, Pazienza, Gagliardini, Rinaudo, Pettinari e Marcone), che il ds Cristallini aveva portato solo pochi mesi prima. Sono rimasti a Vicenza Raicevic (“incedibile” hanno dichiarato all’unisono i presidenti Polato e Pastorelli), Galano, Pinato, Modic e Pozzi. Quest’ultimo con ogni probabilità perchè infortunato… da sei mesi. Per di più a gennaio è tornato a Vicenza Federico Moretti, che il club di via Schio non aveva trattenuto pur dopo un ottimo campionato e che quindi era tornato al Catania a fine prestito. Il bilancio non può essere che in rosso quando si sbaglia più di metà degli acquisti. E anche qualche cessione. Si sono visti giocatori che non erano evidentemente in grado di reggere la categoria. Altri non si sono nemmeno visti, perchè infortunati per metà campionato e non certo in conseguenza di incidenti di gioco. A bilanciare il fallimento non basta il lancio dello sconosciuto Raicevic, perchè il centravanti montenegrino ha trovato posto in squadra solo per due circostanze fortunate (la cessione in extremis di Cocco e la imprevista indisponibilità di Pozzi), tant’è che era sul punto di essere ceduto in prestito in Lega Pro. A complicare le cose ci si è messa anche la sfortuna. A tre giorni dalla chiusura delle liste di trasferimento, alla vigilia della trasferta a Como, è stato ceduto inopinatamente il difensore centrale Mantovani. Mossa che a molti è sembrata imprudente visto che l’annunciato ritorno di Manfredini, dopo otto mesi di assenza per una lesione al tendine di Achille, meritava quanto meno la verifica del campo. Il giorno dopo la malasorte ha infierito sull’ex-Sassuolo che, alla prima presenza in campionato, si è rotto lo stesso tendine operato. Oltre alle inevitabili perplessità sulla idoneità del giocatore e sulla opportunità di un suo utilizzo dopo appena un mese di allenamenti, si è creato il problema tutt’altro che marginale di sostituirlo in 48 ore. In rete si sono scatenati i post contro il già non amato Cristallini, deriso per la intempestività della cessione di Mantovani. Il ds però non merita di essere crocifisso, quanto meno non da solo. La attuale governance del Vicenza è corresponsabile del mercato e del modo in cui è stato gestito. Pastorelli e Polato hanno la responsabilità amministrativa di averlo affrontato con pochissime risorse. Cristallini ne ha indovinate poche, è vero, ma è evidente che, nella scorsa estate, ha dovuto lavorare solo su prestiti o scommettendo su giocatori la cui resa era una incognita. L’impressione che la interminabile cessione del club sia assolutamente gattopardesca (cambiare tutto per non cambiare niente) sta sempre più concretizzandosi.

BASSANO, ROSSO LA PASSA LISCIA. A metà campionato il Bassano ha ceduto all’Alessandria Simone Iocolano, il capitano della squadra. È una operazione di mercato che si può definire quanto meno atipica. Iocolano era il giocatore più rappresentativo, una bandiera per i tifosi dopo sette campionati in giallorosso. Ed era anche l’unico fuoriclasse in squadra. Infatti si erano interessati a lui anche club di categoria superiore. Inoltre, pur essendo un centrocampista, faceva gol. E al Bassano mancano gli uomini-gol. Non basta. Il giocatore è stato ceduto all’Alessandria, diretta concorrente del Bassano, in piena corsa per la promozione in Serie B. Ma di solito non si rinforza mai un avversario. Comunque, tutti contenti. Stefano Rosso, presidente giallorosso, ha spiegato che «è arrivata una offerta che non si vede spesso in queste categorie». E quindi è stata solo una questione di schei. I tifosi hanno avuto reazioni contenute. In altre piazze non sarebbe passata così liscia.

JUVE, FORTISSIMA MA… È impressionante la forza della Juventus. In cinque giorni ha battuto l’Inter nella andata di semifinale di Coppa Italia e il Chievo in campionato. Ha segnato sette gol: tre (e potevano essere quattro) a quella che era la migliore difesa del campionato, quella nerazzurra. Per di più non ne ha incassato nemmeno uno. In questo momento ha la migliore coppia di attaccanti, Morata-Dybala. Solo il Napoli sembra in grado di tenerle testa. Quello che convince meno è il resto del girone. Il ripetersi di vittorie troppo vistose è indice di uno squilibrio tecnico. Il timore è che anche la serie A diventi come la Liga spagnola o la Bundesliga tedesca, egemonizzate da un paio di squadre con un codazzo di comprimarie.