Ilva, Scaroni si candida per cordata

L’ex amministratore delegato di Eni ed Enel, Paolo Scaroni, si è detto disponibile a partecipare ad una eventuale cordata italiana per salvare l’Ilva. «Il processo di dismissione è appena iniziato, è molto presto per fare ragionamenti. Diciamo che se si creasse una cordata italiana che avesse bisogno di una persona che conosce un po’ il mondo dell’acciaio ci penserei», quindi «non diciamo no», ha dichiarato Scaroni intervistato da Radio24. «Qualcuno – ha aggiunto – me l’ha ventilato, ma ripeto, siccome siamo in una fase molto molto iniziale, è difficile ventilare ipotesi così remote».

Scaroni dal 1985 al 1996 è stato vicepresidente e Ad di Techint, la società della famiglia Rocca. Da metà del 2014 è vicepresidente del Rothschild. Nel 1996 patteggiò un anno e 4 mesi nell’ambito dell’inchiesta Mani Pulite per mazzette di centinaia di milioni di lire, versate al Partito Socialista Italiano per appalti Enel. Sucessivamente negli anni duemila fu condannato a titolo colposo per aver inquinato il territorio del delta del Po con la Centrale di Porto Tolle, pena che convertì in un ammenda da 1.140 euro. Il reato andò in prescrizione dopo ricorsi e contro-ricorsi. Il 2 novembre 2015 viene assolto per mancanza di prove sul caso di una presunta tangente pagata ad esponenti del governo algerino per favorire la controllata Saipem e la stessa Eni in appalti da 11 miliardi di dollari.

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