Imprenditore: «ero nel club Zonin, ora sono rovinato»

«Ero nel club di Gianni Zonin, ora rivoglio i miei soldi». Così sul Mattino uno dei tanti piccoli imprenditori “traditi” dalla Banca Popolare di Vicenza racconta la sua vicenda protetto dall’anonimato. «Ero nella rosa: ho partecipato a varie cene che la banca faceva in nella sede in centro a Vicenza – continua l’imprenditore -. Capitavano due, tre volte l’anno. C’era Zonin, c’erano i suoi dirigenti. Io mi sentivo in un club esclusivo ma oggi penso che quello sia stato un grande disegno strategico per coinvolgere noi piccoli imprenditori, commercianti e artigiani».

Tutto comincia nel 2013: «mi chiama la banca – racconta – e mi propone delle azioni per darmi il fido. La Banca ci ha promesso i dividendi e che poi le avremmo vendute». Così il conto corrente si sdoppia in un conto titoli. La firma delle carte avviene per di più fuori sede, in azienda, tramite un funzionario BpVi. Ma poi arriva la svalutazione. «Ora ho tutte queste azioni e non so cosa farmene», continua l’imprenditore. Questo non è l’unico caso. Sono quasi una trentina i piccoli imprenditori che in provincia di Vicenza hanno pratiche tra i 500 mila e i 5 milioni spesso correlate alle cosidette “operazioni baciate”.