Stacchio: «io strumentalizzato, ma lo rifarei»

«In quest’anno molti mi hanno chiesto se lo rifarei. E oggi posso dire che si’, lo rifarei immediatamente, perché difendere quella giovane che era intrappolata nella gioielleria lo considero come un dovere. Altrimenti che futuro possiamo consegnare ai nostri figli?». Così Graziano Stacchio, il benzinaio di Nanto (Vicenza) che sparò e uccise un malvivente durante un tentativo di rapina il 3 febbraio 2015, commenta l’intenzione espressa dal Procuratore di Vicenza, Antonino Cappelleri, di chiedere per lui l’archiviazione all’atto della conclusione indagini su quell’ episodio. Stacchio rifiuta ancora oggi la definizione di “eroe”, confermando invece di essere disposto a mettere a rischio la propria vita per difendere quella di chi è in pericolo, come successe – prima dei fatti di Nanto – quando si gettò in un fiume per salvare la vittima di un incidente stradale.

«L’annuncio che il procuratore intende chiedere l’archiviazione mi fa piacere – aggiunge il benzinaio vicentino – anche se devo dire che in questo anno i carabinieri mi sono stati molto vicini, mentre i magistrati io non li ho mai visti. Non mi hanno mai chiesto nulla». Stacchio sottolinea che continuerà a battersi per chiedere che venga approvata una migliore legge sulla legittima difesa. «In questo anno – ha confessato – mi sono lasciato strumentalizzare da tutti, da destra e da sinistra, al fine di arrivare ad una modifica legislativa. Ma finora nulla è cambiato».