Bpm-Banco Popolare, trattativa sulla governance

Continuano le trattative tra Bpm e Banco Popolare sulla fusione “alla pari” fra i due istituti. Sul banco dei rispettivi advisors c’è da sciogliere il nodo della governance. Milano rivendica l’assegnazione delle deleghe strategiche al ceo del futuro gruppo, carica che verrà ricoperta da Giuseppe Castagna. Verona invece chiede che le principali deleghe Finanza e Pianificazione strategica siano in mano al direttore generale, che dovrebbe essere Maurizio Faroni (Banco Popolare). Secondo il Sole 24 Ore tra le opzioni possibili c’è anche quella di creare una co-direzione generale: a fianco di Faroni, si attribuirebbero a Salvatore Poloni (Bpm) le deleghe su Organizzazione e Operations.

Altro tema caldo è la suddivisione dei membri del cda del nuovo gruppo. Dopo lunghe trattative l’ipotesi prevalente prevede 8 consiglieri a Bpm (incluso Castagna), 8 al Banco e 3  indipendenti. Il presidente del cda sarà Carlo Fratta Pasini (Banco) mentre a Pier Francesco Saviotti andranno le redini del Comitato strategico. C’è inoltre l’ipotesi di estendere oltre i 24 mesi il tetto all’esercizio del voto dei futuri soci della Spa al 5%.

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